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Lo storico Marco Urizzi presente alla Kermesse di Valè

di Anna Maria Massaro 04 marzo 2014

Il presidente della Fijet Italia Giacomo Glaviano consegna una targa a Valentina Puleo in arte Valè, titolare a Roma dell’Atelier Arte e Moda, promotrice della mostra “ Un tuffo nel passato” - viaggio nel tempo del cappello e degli accessori - a scopo benefico in favore della lega italiana per la lotta contro i tumori




E’ calato il sipario sulla mostra di VALE’ allestita nella stupenda cornice della ex Chiesa di Santa Margherita di Sciacca itinerante per tutta l’Italia che ha rappresentato vari momenti della Moda Italiana del primo ’900. Numeroso il pubblico che ne ha ammirato la bellezza perchè ha evocato momenti storici “ante, durante e post-bellum”.

Nel corso della settimana si sono svolti degli incontri correlati con la presenza di qualificati oratori che hanno posto l’accento sui “Sapori antichi, sulla ceramica e sulle tradizioni millenarie del corallo.

Sul podio si sono alternati Giovanni Montemaggiore (Federazione Italiana Cuochi),Nino Sutera (DE.CO. Sicilia), Salvatore Sabella (presidente artistico e tradizionale C.N.A. Provincia di Agrigento), Giuseppe Caruana (presidente Consorzio del Corallo di Sciacca) nonchè lo storico Francesco Cassar che ha intrattenuto i convenuti su “Dall’iweri al domani”.

A trarre le conclusioni della Kermesse, curata dall’Interior Designer Martina Ciaccio, il giovane storico della moda goriziano Marco Urizzi, attivo tra Parigi e Berlino, il quale sull’accessorio, elemento importante della moda per l’istinzione sociale, appartenenza ad un gruppo o ceto – ha detto - “rappresenta epoche differenti e significative”.

Ha altresì sottolineato che è una mostra del carattere fortemente artistico, le epoche sono miscelate per dare un’idea di continuità tra passato e presente. A riprova del fatto che il motto della moda è che tutto ritorna. Valè – ha aggiunto – creatrice e collezionista da oltre 30 anni, raccoglie diversi elementi della sua collezione in un allestimento artiostico e creativo dell’architetto Martina Ciaccio che ha scelto di utilizzare per l’esposizione delle impalcature rivestite creando un effetto scenico barocco e nello stesso tempo moderno rispettando la filosofia dell’accessorio (cappello) che per la sua natura è un elemento che si espone sempre sospeso.

La mostra di Valè – ha aggiunto - di carattere prettamente artistico “le diverse epoche vengono mischiate per offrire allo spettatore un colpo d’occhio d’effetto, dato anche dal contrasto con la splendida cornice della Chiesa barocca sconsacrata di Santa Margherita di Sciacca. L’accessorio qui presente prevalentemente femminile con significati e funzionalità sempre differenti, eleganza e distinzione di classe ma anche vita di ogni giorno, riservatezza, nelle epoche ha cambiato molto spesso funzione, ma è rimasto costantemente un messaggio tacito rivolto da chi lo porta al suo più stretto contesto sociale”.

Per lo storico della moda Marco Urizzi “l’iniziativa di Valentina Puleo è estremamente importante e si iscrive nella tendenza degli ultimi anni di considerare la moda non più come oggetto di artigianato, bensì come vera e propria opera d’arte meritevole di affinità di esposizione e di contesti museali ed espositivi adatti ad accoglierla.


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