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Madrid Fusión: Pino Cuttaia sarà l’unico chef a rappresentare l’Italia

di Clara Minissale 10 gennaio 2014

Il Congresso internazionale di gastronomia si svolgerà nella capitale spagnola dal 27 al 29 gennaio


Il tema scelto per questa dodicesima edizione è “Mangiare nelle città”. Si parlerà dei trend della cucina nelle grandi metropoli come nelle cittadine e lo chef due stelle Michelin di Licata, in provincia di Agrigento, racconterà la sua versione di un cibo da strada strettamente legato alla memoria, alle origini.

Per Cuttaia è la prima partecipazione all’appuntamento spagnolo al quale saranno presenti 100 chef di quindici nazioni: l’invito a prendervi parte è giunto dopo un pranzo degli organizzatori nel suo ristorante e una chiacchierata.

“Il messaggio che voglio portare a Madrid, terra d’innovazione per la cucina moderna – dice Cuttaia – è legato al percorso del cuoco.  Dopo l’illusione delle cose, dopo il gioco, dopo l’innovazione, il cuoco vuole tornare alle origini, al luogo da cui parte e si sviluppa l’energia. Vuole tornare alla madre, ai suoi gesti elementari in cucina che poi elementari non sono affatto perché sono carichi di amore, cura, passione. Porterò, ad esempio, il mio “Polpo sulla roccia” e la novità sarà l’imperfezione che è quella che rimanda al gesto della madre: un nocciolo di limone che cade sopra al polpo. Per molti – spiega – rappresenta qualcosa da togliere. Per me è il seme dal quale ha origine la vita. L’imperfezione come valore aggiunto”.

Il focus dell’intervento di Cuttaia, previsto per mercoledì 29 e intitolato “Il mare, lo chef in bianco e nero”,  sarà incentrato anche sull’attenzione ai prodotti, alle materie prime.  “Dopo il divertimento della sofisticazione, il cuoco ha bisogno di ritornare alle cose naturali - dice -. La gente si aspetta ancora il gioco a tavola ma bisogna fare attenzione ai prodotti. Con alcuni si può giocare. Altri devono essere rispettati per quello che sono. Il bianco e nero del titolo fa riferimento al ricordo, alla memoria, come una fotografia che abbia perso i colori ma della quale si vedono nitidamente i tratti, la forma. E parlando di memoria, cosa c’è di più emozionante del tornare bambini? E questo ci riporta ancora alla madre: la vera cucina – conclude – è nei suoi gesti”.


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