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Come avviare una impresa in Sicilia nel settore turistico e culturale

di Giacomo Glaviano 07 luglio 2014



Sono disponibili 18 milioni di euro messi a disposizione dal Programma Operativo Interregionale "Attrattori naturali, culturali e turismo" Fesr 2007-2013 per avviare un’impresa in Sicilia nel settore turistico e culturale con le agevolazioni dell’Autoimpiego gestite da Invitalia. Bancomat e carte di credito per entrare nei musei. Corporation America vuole gestire l’aeroporto di Palermo.




L’opportunità è stata presentata a Gela alla presenza del Governatore Rosario Crocetta, presidente della Regione Siciliana, Michela Stancheris, assessore regionale al Turismo, Angelo Fasulo, sindaco di Gela, Lina D’Amato, responsabile gestione incentivi di Invitalia, e da Sviluppo Italia Sicilia, partner dell’iniziativa.

Le risorse sono state stanziate dal ministero dello Sviluppo Economico con il duplice obiettivo di riqualificare l’offerta turistico-culturale e paesaggistica della Regione e sostenere la nascita di nuove iniziative imprenditoriali nei in tre poli-obiettivo: "Sicilia greca", "Sicilia dei Sicani e degli Elimi" e "Dalla Valle dei Templi alla Villa Romana".

Gli aspiranti imprenditori siciliani interessati a cogliere l’opportunità possono contare sui finanziamenti che Invitalia eroga attraverso la misura Autoimpiego. In 17 anni di operatività, dal 1996 al 2013, l’Autoimpiego in Sicilia ha finanziato oltre 16.000 imprese (56.000 le domande presentate), che hanno creato 25.000 nuovi posti di lavoro. La metà delle iniziative agevolate riguarda giovani con meno di 35 anni, mentre i settori più rappresentati sono il commercio, il turismo e i servizi alle Pmi.

Intanto da oggi i turisti in visita nei musei siciliani potranno utilizzare anche bancomat e carte di credito per pagare il biglietto di ingresso. Sono dodici infatti i primi siti archeologici e i musei siciliani nei quali parte la sperimentazione con l’introduzione del Pos di UniCredit.


A Palermo sono San Giovanni degli Eremiti, la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis e il Chiostro di Monreale; nella provincia di Trapani il Parco archeologico di Segesta e il Parco Archeologico di Selinunte; ad Agrigento il Museo Archeologico; a Siracusa il Museo Archeologico Paolo Orsi e l’area archeologica della Neapolis; a Catania il Teatro Romano e Odeon;  nella provincia di Enna il Museo della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina; infine, nella provincia di Messina il Teatro Antico di Taormina e il Museo di Isolabella.


“La collaborazione con UniCredit – ha dichiarato Pina Furnari, assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana nel corso della conferenza stampa a Palazzo Abatellis – ci consente di modernizzare e rendere più sicuro ed efficiente il servizio di biglietteria presso i principali siti archeologici e museali della Sicilia. La dotazione di POS, resa possibile grazie anche al supporto tecnico dell’assessorato Economia, risponde ad una esigenza ormai diffusa dei visitatori, italiani e stranieri, e rappresenta solo l’inizio di un processo più ampio di miglioramento dei servizi al cittadino che interesserà gradualmente tutti i beni culturali gestiti dalla Regione Sicilia”

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“La collaborazione con la Regione Sicilia per modernizzare il servizio di biglietteria dei musei siciliani – ha sottolineato Giovanni Chelo, responsabile della Regione Sicilia di UniCredit – è l’esempio concreto di come pubblico e privato possano lavorare insieme in modo proficuo ed ottenere risultati importanti nell’offerta dei servizi al cittadino. UniCredit è particolarmente attenta ai processi di innovazione tecnologica e al diffondersi dei canali alternativi all’uso del contante e guarda con favore a tutte quelle iniziative che possano contribuire a rendere più efficiente l’offerta turistica della regione”.

Una prima timida risposta alle richieste da anni avanzata dagli operatori turistici dello Skal International, della Fiavet, della Confesercenti e che sicuramente non è risolutiva dei tanti problemi che riguardano la gestione dei beni culturali in Sicilia, ma si spera possa segnare una inversione di tendenza verso una visione meno burocratica e più orientata verso il mercato.

"Siamo interessati alla privatizzazione dello scalo di Punta Raisi perché abbiamo già l’aeroporto di Trapani e vogliamo creare il sistema aeroportuale della Sicilia occidentale". Lo ha detto il presidente di Corporation America Italia Roberto Naldi, parlando con i giornalisti in consiglio regionale della Toscana. "Anche questa - ha aggiunto - è una regione con una vocazione turistica importante e con grandi prospettive di crescita. A noi interessa la Toscana e la Sicilia".

Dopo la doppia Opa lanciata sugli scali toscani di Firenze e Pisa, Corporation America punta così sull’aeroporto di Palermo. Gli argentini di Eduardo Eurnekian, che già gestiscono lo scalo di Trapani , dunque parteciperanno alla gara per la privatizzazione dell’aeroporto di Palermo, che dovrebbe partire nel secondo semestre dell’anno.
In base ai dati forniti da Corporacion America, sotto la gestione argentina, l’aeroporto di Trapani è passato da 250mila a quasi due milioni di passeggeri, ottenendo il riconoscimento di primo scalo al mondo di medie dimensioni per efficienza.


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