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Colle Palatino. da “ab urbe condita” a residenza imperiale

di Pierluigi Vignola 01 ottobre 2014

Con la ripresa autunnale si ritornerà alla scoperta di quei tesori che le nostre città ed in particolare la nostra Capitale può ed offre non solo ai turisti ma anche ai propri concittadini. La “casa di Livia” appena restaurata sarà motivo di orgoglio per quanti hanno a cuore quanto ci offre la nostra storia e cosa ci è stato tramandato nel tempo.




. Il Palatino è il colle che più di tutti conserva le memorie e le antiche vestigia di Roma. Il mito della fondazione della città voluta da Romolo indica il colle come il luogo prescelto ed è qui che durante i secoli dell’Impero si recintò l’area dove si trovavano i resti delle antiche capanne, prime abitazioni dei pastori romani.

Nel programma di “restaurazione” della tradizione romana voluta da Augusto, il Palatino venne eletto a residenza imperiale e continuò ad essere il “Palazzo” per antonomasia durante tutta l’epoca imperiale fino a Costantino. Qui sorgono le rovine monumentali del grande complesso della domus Flavia e la “casa di Augusto”, dove è possibile ammirare i preziosi affreschi, recentemente e pazientemente restaurati, dello “studiolo” dell’imperatore. Nel Rinascimento il colle divenne orto botanico e luogo di svago del papa Paolo III, e del XVI secolo si conservano ancora le uccelliere e la Loggia Mattei dipinta con soggetti astrologici.

Dopo circa 20 anni di chiusura per restauri è stata appena riaperta al pubblico (il 18 settembre) anche la Casa di Livia, raro esempio a Roma di domus, con ancora conservati gli affreschi nel tablino in "secondo stile", oltre a parte delle stanze private della Casa di Augusto. La Casa di Livia, moglie dell’imperatore Augusto, è probabilmente un appartamento a essa riservato all’interno del complesso conosciuto come ’Casa di Augusto’, che era un agglomerato di numerose case più antiche. Dopo il ritorno dalla Sicilia del 36 a.C., infatti, Augusto si dedicò a questa abitazione e potrebbe essere stata l’occasione in cui avvennero le forti modifiche che resero la "casa di Livia" una sorta di dependance non autosufficiente.

L’interesse e quindi il rispetto per l’archeologia è un aspetto culturale relativamente recente. Ad inizio del ’900 infatti, l’archeologia veniva vista come un interesse di elite anche perchè, sia a cavallo delle due guerre ma anche immediatamente dopo, i problemi di interesse sociale erano sicuramente altri. Immaginiamoci quindi come fosse inesistente l’interesse legato al mondo sotterraneo anche di interesse archeologico; impedimenti tecnologici e culturali che allontanavo chiunque da una loro potenziale frequentazione, leggende metropolitane che vedevano il mondo ipogeo costellato di chilometriche gallerie, ed infine anche leggende di sparizioni nei labirintici ipogei da parte di fantomatici ed improvvisati esploratori delle viscere.

Il mondo sotterraneo quindi, soprattutto in una realtà sempre densamente abitata come quella di Roma, si è mantenuto praticamente intatto fino a noi a differenza delle sorti funeste dei vari monumenti all’aria aperta che hanno subito, oltre all’azione nociva degli agenti atmosferici, quella ancor più nociva dell’uomo che li ha smontati, riutilizzati o distrutti. Non c’è da meravigliarsi quindi se solo nel 2006 scoprimmo ben dodici stanze sotto il colle Oppio a meno di 200 metri dal famoso Colosseo, oppure se ad oggi è un nostro progetto che sta dettagliatamente mappando per la prima volta il percorso della famosissima Cloaca Maxima oppure se, solo grazie alle nostre attività di studio e ricerca, finalmente si stanno ’portando alla luce’ tutti i sistemi sotterranei di villa Adriana a Tivoli, un universo di ambienti ipogei unico al mondo.

Avendo quindi un enorme patrimonio archeologico ipogeo ancora inesplorato e considerando che l’archeologia ufficiale non era pronta ad affrontare campagne di studio speleo-archeologiche, abbiamo deciso di costituirci come un Associazione che avesse, come obiettivo principale, quello di collaborare con le istituzioni per colmare tale lacuna.

Ad oggi abbiamo personale esperto sullo studio degli ambienti sotterranei, tanto da partecipare a campagne di studio sia in Italia che all’estero. La nostra attenzione alla divulgazione, alla conoscenza e alla valorizzazione di quanto studiamo ed esploriamo, ci ritaglia un ruolo di primo piano nell’ambito della ricerca e della valorizzazione, tanto da renderci tra le prime e più importanti organizzazioni che operano in questo campo. 
E se non pensate che in Italia o nel mondo siamo tra i primi, vi diciamo soltanto che dalla nostra parte... abbiamo Roma.


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