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Una spada e una perla:Galliciano’,viaggio nel cuore aspromontano

di Anna Luana Tallarita 15 ottobre 2014

La meraviglia di quei posti disincantata e arcigna mi accolse quel giorno di fine estate, il giorno dopo sarebbe stato il giorno di ricorrenza del San Giovannello, che come per vezzeggiarlo a causa delle fattezze di ragazzino del Santo, gli abitanti di Gallicianò usano chiamare.


La visita si staglia in tutte le piccole rughe e viuzze, una visita alla Fonte dell’amore, dove la frescura delle sue pietre incornicia un’acqua morbida che mantiene una temperatura costante e dove si trova affianco il vecchio lavatoio, che riporta a ben altre dimensioni sociali, quando la vita lenta nel suo andare più pensato e più vissuto, era scandita dai rituali della comunità, femminile per alcune mansioni, come quella appunto del lavare i panni ed altre maschili o di contatto comune come erano i mercati delle piazze.

Dalla fontana una salita in pietra conduce all’anfiteatro da cui si ammira uno splendido panorama, che prepara lo spirito al saluto nella cappella ortodossa, al cui ingresso prima del varcare i piccoli scalini di pietra, dimora una campanella il cui suono di buon augurio anticipa la visita della stessa da parte degli ospiti. La ricca spiegazione dei Santi presenti sulle varie Icone qui riposte, doni dei pellegrini Greci e di più esimie entità religiose, incorniciano le scarne pareti di pietra che racchiudono un’intensità densa di rispettosità, silenzio, idea di cerimoniali, candele e preghiere.

Un’atmosfera ricca di pathos e calore, che cela l’anima di una comunità antica giunta fino ad oggi, pronta a tramandare ai posteri la propria storia e la propria identità. Per quel che personalmente mi riguarda la visita in questo splendido centro aspromontano, non poteva concludersi meglio che con l’incontro del dr. Carmelo Nucera, studioso ed esperto dell’Area Grecanica in visita con una docente di Linguistica di Parma, con il quale ci siamo recati a visitare le splendide installazioni del Museo etnografico, che raccontano la storia delle attività economico pastorali, di questi luoghi, le abitudini alimentari, la tessitura, i passatempi, il trascorrere della vita nella quotidianità giornaliera, la ricostruzione di un’abitazione tipica e gli abiti femminili, salutando i visitatori con dei bicchierini di rosolio a una tavola imbandita con maccheroni di pasta fatti a mano.

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