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Rapporto sul settore termale presentato a Rimini

di Giacomo Glaviano 23 ottobre 2014


A Rimini Fiere, nell’ambito di TTI, è stato presentato il “Rapporto sul settore termale 2013-2014” dal quale si rileva il calo della permanenza media negli alberghi delle località termali sceso a 3,5 giorni rispetto ai 4 giorni del 2007.




Eppure, l’ascolto sistematico della clientela ha messo in evidenza un comprensibile rinnovato interesse per tutte le destinazioni termali italiane mentre si trovano in difficoltà quelle che sono state di moda nel passato come battistrada dello sviluppo del termalismo italiano, ma che non hanno saputo ascoltare e interpretare il cambiamento degli stili di vita e delle aspettative della clientela.

Andare per terme sta tornando di moda perché i clienti stanno imparando a privilegiare gli ambienti e l’offerta  naturale vera (l’acqua termale, i parchi termali, servizi di qualità) per esperienze di terapie, di  riabilitazione e di benessere termale ma anche di vera e propria vacanza in ambiente termale e hanno imparato a navigare nei siti delle terme alla scoperta di servizi ed offerte sempre più attrattivi.

Le terme italiane godono di una lunga e consolidata notorietà e reputazione anche internazionale, anche se si trovano in posizione avvantaggiata le terme delle regioni della pianura padana e del centro perché sono più agevoli i collegamenti con il cuore dell’Europa e con Francia, Svizzera, Germania, Austria, dalle quali tradizionalmente arrivano flussi di turisti termali.

Sono infatti quasi 900mila gli stranieri che hanno frequentato i centri termali italiani nel 2013, provenienti prevalentemente dal centro Europa ma si sono registrati flussi crescenti, anno dopo anno, anche da parte di turisti russi che trovano il modo di coniugare la loro passione per le terme con il sogno del viaggio in Italia.

“Inoltre – ha sottolineato il presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci - anche la completa attuazione della Direttiva 2011/24/UE per la libera circolazione e fruizione delle cure (comprese le termali) concorrerà ad attuare nuovi flussi di cittadini europei verso le terme italiane per fruire dell’offerta italiana di servizi termali di qualità in un contesto di elevate caratteristiche naturali e culturali”.

“Intervenire con urgenza e in modo non traumatico a livello legislativo, per avviare a soluzione i problemi degli stabilimenti termali di proprietà pubblica – sia essa diretta o indiretta – realizzando una gestione di tipo privatistico che, oltre che obbligatoria perché prevista per legge, è resa ormai ineludibile dalla situazione di estrema difficoltà che  molte aziende stanno vivendo”.

A lanciare l’appello è il presidente di Federterme che però sollecita i sindaci “a sostenere questa linea e fare massa critica per concorrere a individuare insieme un percorso per far ripartire gli stabilimenti termali”.


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