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Il turismo rimane l’asset principale dell’intera economia italiana con un ruolo forte degli stranieri

di Toti Piscopo 24 aprile 2015

Presentati a Venezia da Bankitalia Ciset i dati ufficiali sulla scelta del Bel Paese per le vacanze. Nel 2014 sono stati 130 milioni.



"L’economia turistica e il suo indotto hanno generato circa 36,4 miliardi di valore aggiunto determinando un incremento di ricchezza prodotto di oltre il 2%. Chi viene in Italia lo fa per godersi un soggiorno più lungo, legato alla scoperta del territorio e non solo delle grandi città d’arte, con una forte componente legata al gusto, all’intrattenimento colto, al vivere italiano", dice Dario Franceschini, ministro di beni culturali e turismo, commentando i dati.
L’indagine di Bankitalia e Ciset-Ca’ Foscari ha gettato uno sguardo anche alla prossima Expo Milano, visto che le statistiche indicano che il 20% degli stranieri che soggiornano in Italia si reca in Lombardia.

Per quanto riguarda il denaro speso dai turisti internazionali in Italia lo scorso anno si evidenzia un saldo attivo di 12,5 miliardi di euro nella comparazione tra la spesa degli stranieri, pari a 34,2 mld (33 mld nel 2013), e quella degli italiani all’estero, 21,7 mld (+6,9% rispetto ai 20,3 mld nel 2013).

Seppure positivo, il saldo registra una leggera contrazione rispetto a quello del 2013 (-1,8%) generata da un aumento delle uscite internazionali per turismo (+6,9%) superiore a quello delle entrate internazionali (+3,6%).

Le entrate per turismo internazionale confermano il loro ruolo di traino del settore e dell’intera economia nazionale, mostrando una dinamica migliore (+3,6%) rispetto a quella dell’export complessivo (+2%), sostenuto dalle performance sui mercati esteri del comparto agro-alimentare e della moda.

Aumentano i giudizi positivi dei turisti stranieri in vacanza in Italia lo scorso anno, con un ’voto’ complessivo che sale a 8,6 da 8,3 del 2013. I giudizi più generosi vanno agli ’asset’ tradizionali: città d’arte, paesaggio e pasti (fra 8 e 9) mentre minore è il ’voto’ sul versante dei prezzi (6,9). I migliori giudizi arrivano da russi e americani mentre meno entusiasti sono i cinesi (7,5).
 
Tra le mete regionali i turisti esteri scelgono sempre più Lazio, Lombardia, Veneto e Toscana, ma sale la quota dei viaggi ’lampo’ senza pernottamento, diretti per motivi di prossimità soprattutto al Nord Ovest. Mettono a segno aumenti importanti nelle spese dei turisti Roma (+7,2%), Firenze (+5,8%) e Napoli (+14,6%). Più contenuti i rialzi a Venezia (+0,9%) e Milano (+0,3%).

La spesa per vacanza nel Mezzogiorno è inferiore (3,3 mld contro il 7,9 del Centro e il 6,3 del Nord Est), ma viene scelto per le vacanze lunghe di una o due settimane.

Riguardo ai principali bacini di origine del turismo internazionale, da segnalare il dinamismo dei mercati europei, del Nord, francesi e spagnoli, ma anche di inglesi e tedeschi, con la Germania che ha mostrato una dinamica più spinta nel settore delle vacanze al lago. Il mercato nipponico si contrae e, per il primo anno, si registra un andamento stazionario anche del mercato cinese, che si stabilizza sui 220 milioni di euro di spesa a fronte di un incremento dei flussi pari all’1,8%.

Il dato, come osserva Mara Manente, direttore Ciset, non vale però per il Veneto. "Questa regione - dice - è in controtendenza, rispetto alla stazionalità o alla crescita modesta su scala nazionale, confermando, attraverso l’aumento maggiormente sostenuto, in confronto ad altre parti del Paese, del turismo cinese, l’importanza del Veneto anche su questo mercato". Gli eventi nell’area mediterranea, infine, paiono spingere verso una riscoperta delle destinazioni balneari.
 


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