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Il terrorismo rallenta ma non ferma il turismo

di Toti Piscopo 07 gennaio 2016

Il 2015 può essere annoverato come l’annus horribilis per il turismo, iniziato con l’attacco a Charlie Hebdo e concluso con le stragi del 13 novembre a Parigi. In ginocchio anche il turismo tunisino a causa dalla strage dei crocieristi al Bardo e dei bagnanti a Sousse. Sempre nel 2015 è stato abbattuto sul Sinai l’A-321 carico di turisti russi di ritorno da Sharm El Sheikh.


 
Queste tragedie hanno cambiato le abitudini del turismo e frenato i viaggi, ma non del tutto.

"Oggi anche la tragedia del terrorismo sia per gli adv che per i turisti stessi - spiega Jacopo De Ria, presidente della Fiavet - è diventata una delle cose da gestire e con cui convivere. È brutto dirlo, ma ci si ’abitua’ un po’ a tutto. Se penso al periodo della Guerra del Golfo quando i telefoni delle agenzie non suonarono per settimane... Oggi è tutto diverso. Possiamo dire che senza dubbio ci sono stati cali sul turismo verso l’estero (circa 3%), ma questo ha determinato aumenti dei clienti italiani in certe città italiane specialmente per l’ultimo dell’anno. Comunque dobbiamo dire che il turismo ancora non è uscito dalla crisi".
  
"Il dato incoraggiante – spiega Luca Battifora, presidente di Astoi Confindustria Viaggi - è che, finito l’effetto emotivo comprensibile subito dopo gli attentati, le persone non stanno rinunciando al proprio stile di vita e quindi ai viaggi e lentamente si sta tornando alla normalità. Magari rispetto alle grandi capitali europee, per queste feste hanno scelto le città medie e piccole come ad esempio Siviglia, Lisbona e le capitali nordiche. E poi i Caraibi, Mauritius e le Maldive. Chiaramente ci sono stati grossi cali in Francia, in Turchia, in Tunisia, in Egitto". Il Mar Rosso ha pagato con un Capodanno sotto tono, ma secondo Battifora "si riprenderà presto, in quanto è una destinazione unica come rapporto qualità-prezzo".
  
Tra le grandi città è Roma ad aver patito di più. "Il flusso di turisti nel periodo di Natale e Capodanno - dice Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma - è stato inferiore di circa il 5% rispetto allo scorso anno. L’effetto Giubileo che ha allontanato il turismo ordinario e lo choc degli attentati di Parigi e dello spettro terrorismo. Anche per la festa della Befana abbiamo registrato dei cali e prevediamo un gennaio fiacco. Sappiamo che per riprendersi da questi eventi ci vogliano almeno 2-3 mesi, quindi speriamo di venirne fuori per febbraio".    
Bene, invece, il Capodanno a Firenze ma, secondo il presidente di Federalberghi Francesco Bechi, “tutto si esaurisce in una notte, e già dal 2 gennaio le presenze turistiche crollano di quasi il 50%". 


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