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Il relitto dell’aereo Savoia Marchetti abbattuto dagli inglesi nel mare di Sciacca presentato alla stampa

di Giacomo Glaviano 15 febbraio 2016

Il mare di Sciacca riserva sempre grandi sorprese soprattutto da un punto di vista storiografico.E sicuramente uno di queste è quello dell’aereo Savoia Marchetti della II Guerra Mondiale, abbattuto dai Caccia inglesi il 14 agosto del 1942.



Al Circolo di Cultura di Sciacca Sebastiano Tusa - Soprintendente del Mare, Luca Papasso - Comandate del 37^ stormo Birgi Trapani Aeronautica militare, Massimo Di Marco - Comandante Guardia Costiera di Porto Empedocle, Nicola Virgilio - Storico, Santo Tirnetta - Fotografo Team, Rebreather Sicilia Lega Navale Sciacca, Riccardo Cingillo - Presidente dell’Associazione Progetto Mare hanno presentato alla stampa l’aereo Savoia Marchetti 79, Sparviero abbattuto dai Caccia inglesi il 14 agosto 1942, trimotore ad ala bassa multiruolo, inizialmente progettato come aereo da trasporto civile veloce.

Costruito in legno, tela e metallo, e impiegato per la prima volta nella guerra civile spagnola, si riconosceva per la tipica “Gobba” dietro l’abitacolo che gli valse il nomignolo di “Gobbo maledetto”.

Il ritrovamento è stato effettuato dal team Rebreather Sicilia con il progetto “Ombre dal fondo” da anni impegnato nella ricerca di relitti, in collaborazione alla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, seguendo i racconti dello storico Nicola Virgilio e alcune  informazioni ricevute dai pescatori del luogo.

L’equipe in collaborazione con la Lega Navale di Sciacca, ha organizzato diverse immersioni per la ricerca e la documentazione del relitto. Dopo tante ricerche, a 38 metri di profondità, grazie alla documentazione fotografica realizzata da Santo Tirnetta il team è riuscito a scoprire l’aereo, un Savoia Marchetti e l’equipaggio che era a bordo nel momento dell’ammaraggio in mare.

L’immersione ha visto la partecipazione di Riccardo Cingillo, organizzatore del progetto Ombre dal fondo e documentarista, Santo Tirnetta fotografo del team e campione italiano di fotografia subacquea, Massimiliano Piccolo assistente e addetto alla sicurezza delle immersioni, tutti subacquei esperti in immersioni ad alto fondale, e l’assistenza in superficie del personale della Lega navale italiana di Sciacca.
“L’aereo, della seconda guerra mondiale, è adagiato su un fondale limoso con poca visibilità a circa nove miglia da Sciacca – racconta Cingillo - con la parte anteriore in direzione verso terra. La parte superiore risulta fortemente danneggiata probabilmente da diverse reti da strascico. Entrando all’interno in mezzo a grovigli di cavi e lenze si intravedono alcuni strumenti e una bombola di ossigeno utilizzata dai piloti. L’ispezione visiva ha rilevato che non sono presenti resti umani e residui bellici”.

Nel corso della conferenza stampa è stato proiettato il video della scoperta del Savoia Marchetti 79 “Le ali ritrovate” e consegnati la scheda storica dell’aereo con l’elenco dei dispersi, le foto del Savoia Marchetti rinvenuto nelle acque di Sciacca e un filmato del relitto in fondo al mare.

Allora l’equipaggio del Savoia Marchetti 79 era composto da:
Ten. Pil Alfonso Battistini
S. Ten. Pil. Italo Panettoni
1° Av arm Dante Zaccardelli
Av.sc. mot Renato Zinzi
Av. Sc. Radiotel. Enrico Quattrini.
 
SCHEDA STORICA

Nella Seconda guerra mondiale il Savoia Marchjetti venne utilizzato dalla Regia aeronautica in tutto il teatro del Mediterraneo prima come bombardiere e dopo, con maggiore efficacia, come aereo silurante. Il S.M.79 in particolare fu attivo con il 30º Stormo, con l’87º Gruppo, di base a Sciacca, con la 192ª e 193ª Squadriglia, oltre al 90º con la 194ª e 195ª Squadriglia, e il 108º 109º Gruppo dalla base di Castelvetrano per le missioni notturne.

La base militare di Sciacca era così ben mimetizzata tra gli alberi d’ulivo, che difficilmente poteva essere localizzata dagli aerei nemici. Infatti non fu mai bombardata.

Nell’agosto 1942 scatta l’operazione navale alleata “Pedestal”, che vede impegnati anche gli S.M.79 in una grande offensiva ai convogli inglesi diretti verso l’isola, con i Gruppi 30º e 32º dalla Sicilia e i siluranti del 132º dall’isola di Pantelleria e 105º e 130º dalla Sardegna.

Il Savoia Marchetti 79 ritrovato nel mare di Sciacca anche grazie al libro “L’aeroporto fantasma” di Nicola Virgilio con al comando del pilota Ten. Alfonso Battistini, cade a poche miglia nel mare di Sciacca.

Da un libro di Virgilio si legge la tragica sorte che toccò al pilota della 56 Squadriglia abbattuto con tutto il suo equipaggio, Battistini incaricato di perlustrare la zona di mare antistante Pantelleria, decollò quel fatidico 14 agosto del 1942 dall’aeroporto di Sciacca.

La sfortuna volle che i caccia Bf 109 del JG 53 Pik Ass, presenti in zona, rientrassero alla propria base per mancanza di carburante, mentre i Macchi 202 dei comandanti Remondino e Fanali risultavano impegnati in azioni contro il naviglio nemico. Gli inglesi con gli Spitfire e i bimotori Beaufighter dotati di radar, localizzarono il solitario Savoia Marchetti 79 e come degli avvoltoi ci si avventarono contro.

Il pilota Zaccardelli ebbe appena il tempo di rispondere all’attacco con le armi di bordo, quando un Beaufighter del 235 Squadron, con i suoi micidiali cannoncini da 20 mm, colpì il velivolo italiano, facendolo precipitare in mare.


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