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BRUXELLES: Otie,Regioni Insulari Europee ad Iva Zero

di Giacomo Glaviano 14 giugno 2016

L’Osservatorio sul Turismo delle Isole Europee-OTIE ha avanzato una proposta ai componenti della Commissione Europea e del Parlamento Europeo per una aliquota IVA minima o a 0 per le isole appartenenti ai paesi dell’Unione Europea.



Il dibattito è avvenuto nel corso dell’audizione pubblica sul tema Action plan on VAT: Challenges for European Islands, organizzata a Bruxelles presso il Comitato Economico e Sociale dell’Unione Europea in partenariato con Insuleur e la Federazione delle Piccole isole Europee.

All’audizione pubblica hanno partecipato oltre trenta rappresentati provenienti dalle maggiori isole europee di oltre 7 stati dell’Unione. Presenti il Direttore Donato Raponi della DG TAXUD della Commissione Europea e il parlamentare Europeo Inés Ayala Sender. Presenti i rappresentanti delle imprese europee George Benetos di Eurochambres e Petru Dandea del Comitato Economico e Sociale.

All’udienza pubblica è stato presentato un progetto preliminare di parere per il CESE, Comitato Economico e Sociale Europeo, cosi da prevedere nel prossimo spazio unico europeo dell’IVA un salvagente per le imprese insulari.

Infatti le imprese delle isole - come dimostrato dagli studi dell’Osservatorio OTIE– hanno uno svantaggio competitivo permanente, presentando un differenziale negativo di gestione di oltre il 30%. Più chiaramente un’impresa localizzata nelle isole sostiene dei costi più alti del 30% rispetto le imprese che si localizzano nel continente e questo per molteplici ragioni. Costi di trasporto, costi alti per le materie prime della produzione, costi per risorse umane qualificate, costi per energia ecc. Inoltre le isole vedono per il 90% dei casi la presenza di micro imprese (meno di 9 dipendenti), e quasi inesistente, sul totale è il peso delle piccole, medie e grandi imprese.

“Questa differenza nei costi di gestione ormai accertata e presente nel trattato dell’Unione Europea – afferma il presidente di OTIE, Giovanni Ruggieri – può essere recuperata da una scelta ad aliquota zero per le imprese delle isole, cosi da dare loro una condizione di parità con le imprese di altri territori. Si tratta di dare alle imprese delle isole una condizione di produttività uguale, evitando cosi una disparità oggi presente nel mercato”.
Per chiarire ancora, afferma Ruggieri, non si tratta di dare un vantaggio alle isole, territori ad economia fragile e distanti da mercati ed opportunità, ma di consentire oggi un riequilibrio che va verso il mercato e verso una condizione di maggiore equità.

Il documento preliminare di parere discusso seguirà l’iter burocratico, ma si avvia da adesso uno scenario che vede unite le isole dell’Unione per l’economia locale e per lo sviluppo delle nuove economie, in particolare quelle turistiche, oltre i condizionamenti territoriali e le fragilità economiche delle isole.


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