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Strage aeroporto di Istanbul. Identificati i tre kamikaze e operati 13 arresti

di Giacomo Glaviano 30 giugno 2016

Dopo mesi di distensione e di normalizzazione dei rapporti con Paesi come la Russia e Israele all’aeroporto Ataturk di Istanbul è stata compiuta altra strage da tre kamikaze saltati in aria che ha colpito vittime innocenti e seminato ancora terrore che ha fatto ripiombare il turismo nella crisi più nera.



Ieri, dopo 7 mesi di gelo nella telefonata con Tayyip Erdogan, il presidente russo Vladimir Putin ha dato ordine al governo d’iniziare il processo di "normalizzazione" dei rapporti "bilaterali ed economici" fra Russia e Turchia. In particolare, i due leader hanno concordato il ritiro delle "limitazioni" ai turisti russi.

A caldo ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che ha
esortato una posizione più forte dei leader mondiali nei confronti del terrorismo “è stata colpita Istanbul, ma poteva essere "Londra, Berlino o Chicago".

L’attacco all’aeroporto di Istanbul che ha provocato 41 morti e 239 feriti è stato condannato da molti capi di Stato. Il segretario dell’Onu Ban Ki-Moon ha chiesto che i responsabili degli attentati paghino davanti alla giustizia.

Da fonte ufficiale si è appreso che gli attentatori suicidi provenivano da Russia, Uzbekistan e Kirghizistan.

Sulla strage è intervenuto anche il ministro degli Esteri Cavusoglu a Bruxelles: "Non cambieremo la legge anti-terrorismo. E la Ue condanni il Pkk come lo Stato Islamico”

Il turismo, purtroppo, registra un’altra battuta d’arresto. Gli albergatori e tour operator di Istanbul e Antalya sono preoccupati perchè lo scorso mese di maggio si è avuto un calo di arrivi dall’estero del 34,7% rispetto allo stesso mese del 2015. Si tratta di dati diffusi dal governo turco che vedeva il proprio paese due anni fa “sesta destinazione turistica al mondo” con oltre 41 milioni di visitatori e oltre 30 miliardi di dollari.

Scese anche le presenze italiane - 56,2%, cioè a 20.289 visitatori. Dalla Sicilia non partono più i charter sottolinea Salvatore Piscopo, presidente dello Skal International Italia, l’associazione di operatori turistici professionali.

Analoga cosa – aggiunge Piscopo – è successo per Tunisia e Egitto, due nazioni colpite dal terrorismo. Ovviamente il problema c’è anche in Sicilia, ma è di base italiano e mondiale.


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