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Ultimo viaggio della regina a Malta, l’isola che non ti aspetti

di Toti Piscopo 13dicembre 2016

Malta, la mitologica isola di Ogigia, ancora adesso, come allora fece la ninfa Calipso con Ulisse, riesce a stregare i visitatori con il suo fascino dalle molteplici sfaccettature. Perché Malta, come forse molti viaggiatori non si aspettano, non è soltanto mare cristallino e relax, ma racchiude anche tesori della cultura e dell’arte.



E se per i fenici era Malet, ossia rifugio e per i romani era Melita, cioè dolce, al nostro tempo Malta può essere semplicemente il dolce rifugio per una vacanza. E quella che un tempo è stata l’isola dei Cavalieri Ospitalieri, molto probabilmente sarà la metà dell’ultimo viaggio, prima del suo ritiro, della regina Elisabetta II che in gioventù vi soggiornò a lungo, amandola moltissimo.

Molti sono i luoghi da vedere, come il duomo del villaggio di Mosta la cui cupola (per grandezza terza al mondo non supportata), riporta ancora le tracce di una bomba che, nel 1942 lanciata dai tedeschi, trapassò il tetto e cadde tra le oltre 300 persone assiepate nella basilica senza esplodere e senza causare alcuna vittima.

Suggestive le viuzze di Mdina, ai tempi dei cavalieri la città più importante dell’isola e oggi chiamata città del silenzio per l’atmosfera solitaria, con le stradine tortuose come serpenti, architettate per sfuggire, correndo, alle frecce dei nemici. E ovunque regna il giallo della globigerina, il materiale da costruzione estratto dalle locali cave, con i blocchi squadrati con cui vengono ancora oggi costruiti quasi tutti gli edifici. E da Malta si scorge lo scoglio di San Paolo, dove campeggia una grande statua del santo e dove si presume che gli abbia fatto naufragio. Paolo, portò il cristianesimo a Malta e la religione è ancora fortemente radicata e diffusamente praticata. Si narra anche che il santo, morso da una vipera sopravvisse e che da allora quei serpenti scomparvero dall’isola.

E poi c’è la co-cattedrale di San Giovanni dove sono custoditi due capolavori di Caravaggio, uno dei quali, raffigurante la decollazione di San Giovanni ha una storia rocambolesca, essendo stato trafugato e per fortuna poi ritrovato. E nella maggiore delle isole dell’arcipelago delle Calipsee, si trova anche l’area archeologica di Hagar Qim, risalente a circa 3.200 anni a. C. il cui tempio megalitico è stato dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1992. Ma Malta è anche divertimento e svago, come quello offerto dal Villaggio di Braccio di Ferro, costruito per girare il film del 1980 con Robin Williams, ma lasciato intatto dopo l’ultimo ciak e oggi metà di festose famiglie.
Da vedere pure il piccolo acquario che ospita vari esemplari della fauna marina tra cui alcuni squali. E poi naturalmente c’è il mare: trasparente, azzurro e sconfinato, anche se a volte il vento decide di tornare a sferzare l’isola, spadroneggiando su di essa e facendo spumeggiare le onde, che diventano così simili a legioni di impetuosi e scalpitanti cavalieri.


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