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Capodanno di sangue e di terrore nel night club Reina di Istanbul con 39 morti e 70 feriti. Scampato alla strage un gruppo di italiani

di Giacomo Glaviano 02 gennaio 2017

Nel quartiere Besiktas, zona europea della città è stato un uomo armato di kalashnikov ad aprire il fuoro all’interno del Reina dove festeggiavano il nuovo anno circa 600 persone.



Il bilancio è di 39 morti, di cui 24 di nazionalità straniera, mentre i feriti circa 70, quattro in gravissime condizioni. In un primo tempo s’era diffusa la notizia che l’attentatore fosse vestito da Babbo Natale, poi la smentita del premier turco Binail Yldrim.

Il premier spiega che "il killer ha ucciso due persone all’entrata del night, un agente di polizia e un civile, poi è entrato sparando sulla folla", ripreso dalle telecamere interne del locale.

l killer, secondo alcuni testimoni, mentre apriva il fuoco ha urlato ’Allah Akbar’, Allah è grande, l’invocazione che caratterizza gli islamisti. L’uomo dopo l’attacco in cerca di scampo è riuscito a fuggire nascondendosi fra i clienti del locale, mentre alcuni si sono gettati nelle acque del Bosforo.

In tutto il Paese subito è stata aperta una gigantesca caccia all’uomo con il coinvolgimento di almeno 17mila agenti. Tra le vittime straniere ci sarebbero sette sauditi, tre giordani, tre libanesi, una donna franco-tunisina, almeno un altro tunisino, una israeliana, un belga-turco, due indiani, quattro iracheni, un canadese e un kuweitiano.Tra essi anche dei cittadini libici e marocchini.

Nel locale si trovavano anche un gruppo di italiani che si sono subito gettati a terra dopo avere sentito i primi spari riporta la TV locale modenese Trc-Telemodena. Si tratterebbe di tre modenesi e altri amici di Brescia e Palermo, in Turchia per lavoro.
Secondo quanto riferito dalla tv satellitare Al Jazeera, esperti sostengono che ci sarebbe la mano dell’Isis, dati la tempistica e il bersaglio scelti.

Pochi giorni fa l’Isis aveva rivolto un appello ai ’lupi solitari’ per fare attentati durante "celebrazioni pubbliche, raduni e in locali". "Un tentativo di distruggere il morale" della Turchia e di "creare il caos colpendo in modo deliberato la pace e i civili": così ha definito l’attentato il presidente Recep Tayyip Erdogan, affermando poi che la Turchia "continuerà a combattere fino alla fine contro il terrorismo per garantire la sicurezza dei suoi cittadini e assicurare la pace nella regione".

In Turchia le misure di sicurezza erano state rafforzate negli ultimi dieci giorni dopo che funzionari dell’intelligence Usa avevano messo in guardia sul rischio di un attacco. 


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