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Inaugurata a Veronafiere la 51ª edizione di VINITALY. Entro fine luglio codice agricolo unico annuncia il Ministro Maurizio Martina alla presenza del commissario europeo Phil Hogan

di Giacomo Glaviano 09 aprile 2017

«La presenza del commissario europeo Hogan nell’anno del 60° anniversario dei Trattati di Roma e’ l’occasione concreta per un confronto sul futuro della vitivinicoltura italiana ed europea, sulle misure di promozione OCM e sulle prospettive della politica agricola comunitaria dopo il 2020». Lo ha affermato alla cerimonia inaugurale il presidente di Veronafiere Maurizio Danese.


«Il nostro export enologico - ha aggiunto - e’ fondamentalmente basato sui tre mercati di Stati Uniti d’America, Germania e Regno Unito, il che potrebbe diventare un fattore di rischio. Per questo e’ necessario diversificare, sviluppando o aprendo mercati minori e potenziali, e occorre farlo anche attraverso la condivisione delle politiche di promozione e sviluppo dell’Unione Europea. Veronafiere con Vinitaly ha organizzato un imponente piano di incoming con circa 50mila operatori esteri attesi da 140 nazioni».
Per il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina Vinitaly si conferma un appuntamento che va oltre la manifestazione fieristica, che pure e’ la prima al mondo per superficie espositiva e numero di visitatori, per essere uno dei momenti in cui si discute del futuro del vino e dell’agricoltura in ottica europea; a OperaWine – ha continuato - si sono celebrati i 60 anni dell’Europa Unita e la presenza del commissario Ue Hogan va letta in questa direzione, di internazionalizzazione dei mercati, di innovazione e di crescita della qualita’. Infine aggiunge: «Vinitaly ha segnato l’agenda di governo sull’agricoltura del Paese e continuera’ a farlo. E come avevo fatto in passato proprio qui, da dove insieme ai vertici di Veronafiere e al mondo agricolo e del vino ci ponemmo il tema del Testo Unico del Vino, della dematerializzazione dei registri digitali, del piano sull’internazionalizzazione e dell’agenda digitale, mi prendo l’impegno, annunciando che entro la fine di luglio avremo la prima bozza del testo del Codice agricolo unico».
Secondo le elaborazioni di Ismea, realizzate per Veronafiere, il Vecchio Continente giganteggia in quasi tutti i mercati del pianeta, in un contesto in cui il vino si sta affermando sempre più come bevanda globale. Complessivamente sono 166 i milioni di ettolitri di vino prodotti nell’Ue a 28, per un fatturato export di circa 20mld di euro. Due dati chiave che fanno della ‘piccola’ Unione europea (solo il 3% della superficie terrestre) la vera superpotenza enologica del pianeta, con quasi i 2/3 della produzione mondiale e circa il 70% della quota di mercato globale. E la crescita sembra non arrestarsi nonostante la concorrenza dei produttori emergenti.
Nel periodo 2010-2016 il valore delle esportazioni dei produttori europei e’ cresciuto infatti del 37%, per contro gli scambi mondiali hanno registrato un aumento del 33%. Nel dettaglio sono Francia (8,3mld di euro), Italia (5,6mld di euro), Spagna (2,6mld di euro), Germania (931mln di euro), Portogallo (727mln di euro), e Regno Unito (606mln di euro) i primi 6 Paesi produttori della Ue a 28. Completano la top 10 i Paesi Bassi, l’Austria, il Belgio e la Danimarca. I top 6 exporter sommano complessivamente ben oltre il 90% delle vendite Ue; tra questi l’incremento più importante tra il 2010 e il 2016 lo segna l’Italia (+43,5% in valore), seguita dalla Spagna (+40,2%), dalla Francia (+30,3%), dal Regno Unito (+24,1), dal Portogallo (+18,4%) e dalla Germania (+5,8%), per una volta con un trend commerciale nettamente inferiore a quello italiano.
Il filo conduttore rimane la qualita’, anche per la Politica agricola comune (Pac) post-2020, sulla quale nelle scorse settimane si e’ aperto il dialogo fra i Paesi comunitari. «Ho avuto modo di parlare con il ministro Martina – dice il commissario Ue all’Agricoltura, Phil Hogan - e sulla Pac continueremo a porre la qualità del cibo e del vino al centro delle politiche future».
Vinitaly ha anche l’obiettivo di formare esperti che, di fatto, rappresentano una comunita’ di ambasciatori del vino made in Italy. E questo grazie a Vinitaly International Academy e a format originali come OperaWine, Wine2Wine, Enolitech, Vinitaly&TheCity, Vinitaly Wine Club, 5 star Wines “The Book”, Sol & Agrifood.
Quest’anno, gli obiettivi principali dell’internazionalizzazione si concentrano su Stati Uniti e Cina, nell’ambito comunque di un incoming che nel 2016 ha visto a Vinitaly la presenza di buyer da 140 Paesi.
All’inaugurazione i produttori hanno incassano una promessa da Robert Yang, presidente e ad di 1919: «Puntiamo a raggiungere grazie al commercio online e offline almeno 500 milioni di renmimbi per il vino italiano, con non meno di 2 milioni di bottiglie vendute, delle quali almeno un milione di vino di alta gamma».
Vinitaly, Sol&Agrifood e Enolitech quest’anno vedono la presenza di 4.768 aziende. Vinitaly, da solo, conta 4.272 espositori da 30 Paesi, con un incremento del 4% sull’anno precedente e una crescente importanza di presenze estere.
Anche quest’anno Avide Cantine e Vigneti e’ presente al Vinitaly con la degustazione di tutte le etichette: Barocco Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG, Sigillo IGT Sicilia, 3 Carati IGT Sicilia, Riflessi di Sole Insolia Vittoria DOC., Etichetta Nera Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG, 1607 Frappato I.G.T. Sicilia, MariaStella Insolia I.G.T. Sicilia, Lidiae Grillo Sicilia DOC Nutaru Spumante Metodo Classico Brut e Rose’.
Grande novita’ di quest’anno sono i nuovi arrivati in cantina, Lo e La, “due vini giovani per giovani”. Lo, un rosso realizzato con uve di nero d’Avola e Syrah;  La un bianco prodotto con uve di insolia e grillo.
I vini Avide inoltre sono stati selezionati per essere degustati anche nel Padiglione 9 Stand D 10 della wineselection Patrizia Leonardi.
Oltre a cio’, il Cerasuolo di Vittoria DOCG di Avide lunedì 10 aprile alle 12 sul palcoscenico Sicilia, padiglione 2, parteciperà alla masterclass organizzata dal Consorzio del Cerasuolo di Vittoria DOCG, in collaborazione con Irvo e con l’assessorato siciliano all’Agricoltura: “Cerasuolo di Vittoria, rustica eleganza”. Un wine tasting “per far conoscere agli addetti ai lavori la piacevolezza del Cerasuolo”.


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