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I potenti del mondo a Taormina per parlare di terrorismo, sviluppo e speriamo anche di pace


di Giacomo Glaviano 26 maggio 2017

Al Teatro greco di una Taormina blindata si e’ aperto il G7 dei capi di Stato e di governo sotto la presidenza italiana. "Sappiamo che non sarà un confronto semplice. Lo spirito di Taormina ci puo’ aiutare nella giusta direzione", ha detto il primo ministro Paolo Gentiloni, non nascondendo una vena di preoccupazione per il risultato finale, apprensione condivisa anche dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: "Non c’è dubbio che questo sara’ il vertice piu’ impegnativo tra I G7 degli ultimi anni - ha dichiarato aprendo il briefing - E non e’ un segreto che i leader che si riuniscono qui hanno qualche volta posizioni molto diverse su temi come il clima ed il commercio". Ma, ha ammonito Tusk, "il nostro ruolo è di fare di tutto per mantenere l’unità su tutti i fronti".



Al vertice partecipano i capi di Stato e di governo di Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia, Germania e Giappone, oltre naturalmente all’Italia. Alle riunioni ci sono anche i rappresentanti della Ue. In occasione del secondo giorno di lavoro, si uniranno 5 capi di Stato e di governo di Etiopia, Kenya, Nigeria, Niger e Tunisia. Presenti anche i rappresentanti di Unione africana, Banca africana per lo sviluppo, Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo Nazioni unite, Fondo monetario internazionale, Banca mondiale. In totale i delegati presenti al vertice saranno circa 2.000. La sicurezza è garantita da 7mila persone delle forze dell’ordine e e 2.900 militari.

Clima, immigrazione, terrorismo, commercio internazionale sono i temi principali da affrontare. La prima sessione di lavoro all’hotel San Domenico, nel pomeriggio. Sui vari temi restano divisioni di vedute tra alleati europei e gli Usa: Gary Cohn, direttore del National economic council che fornisce consulenza economica al presidente degli Stati Uniti, parlando con i giornalisti che si trovavano a bordo dell’aereo presidenziale durante il volo da Bruxelles alla base di Sigonella, ha spiegato che sara’ una discussione ’very robust’, cioe’ molto robusta e impegnativa. In particolare sul cluima e il commercio.

Donald Trump dovrà annunciare la sua decisione sull’accordo di Parigi del 2015, da cui vorrebbe ritirarsi, proprio al rientro a Washington. Si tratta di una discussione importtante con il presidente francese, gia’ avuta con i belgi, in tutti i bilaterali", ha spiegato Cohn, a fianco di Trump in alcune parti del G7.

Il presidente della Commissione europea Jean-Clauded Juncker ha detto: "Penso che gli accordi di Parigi debbano essere attuati pienamente", ha detto.

Ieri, al termine del bilaterale fra Trump e Macron, l’inquilino dell’Eliseo aveva commentato su Twitter che era stato un "incontro costruttivo e diretto". Quanto al commercio, Cohn ha assicurato che "continueremo a combattere per quello che crediamo sia giusto, cioe’ un commercio libero ed equo", che per Trump equivale a dire "ti trattiamo come tu ci tratti".

Sulla lotta al terrorismo dopo l’attentato di Manchester, c’e’ una maggiore unita’ di intenti ed e’ probabile che la premier britannica Theresa May torni con Trump sull’argomento della fuga di notizie sulle indagini, che aveva portato Londra a sospendere la condivisione di informazioni con Washington, rientrate in serata.
Bilaterale a margine del summit tra il presidente Usa e il primo ministro giapponese, Shinzo Abe. Sul tavolo soprattutto il dossier Nordcorea. Trump ha ribadito che ci sara’ "una particolare attenzione al problema della Corea del Nord" perche’ “e’ un problema mondiale e sara’ risolto”. Abe ha quindi lodato "il forte impegno" sul fronte della sicurezza mostrato presidente Usa durante il vertice della Nato e nel corso delle visite in Arabia Saudita e in Israele.

La giornata dei partecipanti ai lavori continuera’ al Teatro Greco con il concerto dell’Orchestra filarmonica della Scala, e alle 20 all’hotel Timeo, la cena dei leader con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.


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