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I giornalisti della FIJET in Tunisia si confrontano sul “Turismo sostenibile“: un viaggio responsabile nelle aree naturali che preserva l’ambiente e migliora il benessere delle popolazioni locali

di Anna Maria Massaro 16 ottobre 2017

Per il presidente italiano Giacomo Glaviano il turista intelligente ama divertirsi nel rispetto dell’uomo e del pianeta. Importante la presenza di strutture e servizi turistici realizzati senza penalizzare il panorama, il mare e l’ambiente, lasciando la costa allo stato naturale.




Il settore turistico internazionale - come riporta l’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per il turismo - nel 2016 ha visto un giro d’affari di 1.260 miliardi di dollari, mentre i viaggiatori oltre un miliardo e 200 mila, poco più di un settimo degli abitanti del pianeta.

Secondo l’Envieronmental performance index (Epi) su 180 paesi presi in esame solo 10 sono i piu’ rispettosi dell’ambiente. In ordine Finlandia, Islanda, Svezia, Danimarca, Slovenia, Spagna, Portogallo, Estonia, Malta e Francia. L’Italia si trova al ventinovesimo posto.

Il turismo sostenibile non va contro l’attività edilizia, anzi necessitano nuove costruzioni per migliorare le strutture dell’entroterra senza il rischio di distruggere la bellezza delle coste da cui dipende l’afflusso turistico nella zona. Inutile e dannoso e’ invece costruire sulle spiagge o nelle vicinanze perche’ si mette a rischio l’afflusso turistico dell’intera area. Oggi una spiaggia ancora allo stato naturale vale oro ed e’ fonte di reddito per tutta la comunità.

Essere turisti responsabili aiuta lo sviluppo. Degli oltre mille siti Unesco solo l’Italia ne ha 51. Certamente un approccio sostenibile aiuterebbe a conservarli, in particolare quelli che secondo l’ente delle Nazioni Unite sono a rischio sparizione.

Restando in Italia, non sottovalutiamo per esempio l’enorme potenziale dei cammini “nostrani”, come la via Francigena, la via di San Francesco o di San Benedetto: le persone che scelgono questo tipo di viaggio, che è spirituale e culturale insieme, sono sempre di più.

Il decalogo dell’Unione internazionale per la conservazione della natura pubblicato nel 2011 ci suggerisce come visitare aree ad alto valore naturalistico o culturale; portare bagagli piu’ leggeri; studiare i percorsi; adattarsi alla cultura locale; scegliere hotel ecosostenibili; valutare treni e pullman come alternative all’aereo; preferire cibi locali; evitare l’acquisto di souvenir realizzati con elementi naturali da piante o specie in via d’estinzione; disturbare gli animali il meno possibile quando si scattano foto in zone incontaminate;mantenere i contatti, una volta tornati a casa, con le associazioni ambientaliste locali.

La FIJET ha predisposto per i partecipanti all’Assise di Tunisi, in calendario dal 19 al 24 ottobre prossimi, un intenso programma di visite e incontri vari a Gammart- la Marsa, Yasmine Hammamet (Marina, Medina, Carthage), Nabeul, Kantaoui, Sousse, El Djen (grande anfiteatro romano dell’Africa), Sfax (seconda citta’ piu’ grande della Tunisia), Mahdia, Aghlabite, Monastir (il Ribat, la Marina ed il Mausoleo Habib Bourguiba).


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