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Patrimonio fotografico di Augusto Viggiano acquisito dal Comune di Matera con i fondi del Ministero dei Beni e le Attivita’ Culturali ai sensi della Legge 77/2006

di Giacomo Glaviano 17 ottobre 2017

Si tratta di un patrimonio di circa 40mila fotogrammi (negativi e diapositive) di grande valore storico per la comunita’. L’archivio fotografico di Augusto Viggiano fa parte di un progetto proposto dall’Ufficio Sassi, che riguarda la realizzazione di un “Archivio multimediale delle fonti storiche: grafiche, fotografiche, cinematografiche e documentali” che costituisce un complemento del “Piano della Conoscenza”, inserito nel “Piano di Azione” basilare per l’implementazione e l’attuazione del “Piano di Gestione” del sito UNESCO “I Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera”.




E’ intento dell’amministrazione ampliare l’acquisizione con altri archivi altrettanto meritori che costituiranno il recupero della “memoria”, dopo il blackout dello sfollamento degli anni cinquanta e l’abbandono del trentennio successivo.
Infatti il conseguente difficile compito della ricostruzione dell’identita’ fanno parte di un processo che ha bisogno di riconoscersi oggi in un unico contenitore “multimediale”, dove far confluire flashback antichi, meno antichi e recenti, seppure remoti nella coscienza della comunità materana. Trattasi di una vera e propria mnemoteca, un archivio della memoria, che aiuti a ricostruire la memoria collettiva del territorio attraverso la raccolta, la schedatura e la digitalizzazione delle fonti storiche, disperse e disgregate in archivi privati e pubblici, ancora reperibili.

Augusto, quasi 80enne è stato un ex-vice direttore della Biblioteca Provinciale ’T. Stigliani’ di Matera. Oltre ad essere stato bibliotecario, e’ stato un grandissimo fotografo del territorio, documentando con la sua inseparabile macchina fotografica – dagli anni 70 agli anni 90, le trasformazioni dei Sassi, dell’Altopiano Murgico, le tradizioni e i riti religiosi del territorio Lucano (Maggio di Accettura, Madonna di Viggiano, ed altri).Ha testimoniato, tra l’altro, la presenza nella comunità di Carlo Levi, documentando il viaggio della sua salma da Roma ad Aliano dove si svolsero i suoi funerali. Immagini uniche di una straordinaria valenza storica. Nel suo archivio anche scene del set cinematografico “ L’ Albero di Guernica” di Fernando Arrabal (1975) girato negli antichi rioni Sassi.

Per Augusto la fotografia è stata la principale ragione di vita insieme alla sua ‘ossessione’ per i libri fotografici, nonche’ autore di 10 volumi fotografici, ormai introvabili, con prefazioni e commenti di studiosi e antropologi di fama internazionale.
Il perito che ha avuto l’arduo compito di valutare la sua produzione scrive di lui e del suo archivio:
“Quantificare decenni di lavoro e’ come misurarsi con una vita. Dal punto di vista monetario e’ francamente compito arduo, se non impossibile. La qualita’ dei materiali presi in esame e’ fuori discussione ma, le emozioni, gli intimi sentimenti che ha vissuto Augusto Viggiano, non possono subire la compressione numerica di alcun calcolo numerico freddamente ragionieristico. Si possono cogliere aspetti che emergono dal suo lavoro appartenenti alla sfera dell’immateriale e, per forza di cose, il discorso deve essere ampliato ad altre dimensioni. Normalmente e’ possibile distinguere vari aspetti discorsivi anche quando bisogna occuparsi di fotografia. In questo caso, se i discorsi vengono ricondotti al lavoro di Augusto Viaggiano, emergono due evidenti processi, non certo casuali. Il primo, il piu’ evidente, potrebbe partire immediatamente dall’immagine e, di conseguenza, provocare la parola di chi osserva. Questo processo verbale puo’ andare bene a una prima lettura ma, nel suo modo di esprimersi piu’ autentico, il senso di marcia corretto procede al contrario. Il fondamento e’ un altro. Credo che ogni singola immagine di Viggiano proceda sempre dalla parola all’immagine. La fotografia e’ una narrazione in sequenza che segue il monologo interiore di chi le ha catturate, volta per volta. Il suo primo lavoro, decisivo per la formazione futura, emerge continuamente. Anni trascorsi a dirigere una biblioteca lo hanno naturalmente portato a raccontare i luoghi, i volti, gli oggetti. Sempre con l’intenzione di proporre situazioni capaci di risvegliare nel procedere di ogni fotogramma narrato, il ricordo, la memoria di altre storie ancora. E non e’ forse il ricordo, come diceva Walter Benjiamin che “crea la rete che tutte le storie finiscono per formare tra loro”? Una si lega all’altra, i grandi narratori lo sanno e Viggiano ha saputo raccontare bene, lasciando un’orma profonda fatta di passione e luce in tutti i suoi racconti.”
Questo e’ Augusto Viggiano, uomo che restera’ con le immagini da lui prodotte, immortale per la comunità di Matera.


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