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VITIGNI ITALIANI. “La terra prediletta dal Dio Bacco” così Sofocle (V sec.a.C.) definì l’Italia.

di Silvia Lunardo 29 settembre 2021

Un viaggio sensoriale tra i colori e i profumi italiani, dai Colli Euganei, passando per la Toscana e arrivando nel Lazio, dove gli antichi romani erano dediti alla coltivazione della vite e alla vinificazione, avendole apprese da Etruschi, Greci e Cartaginesi.


Già all’epoca degli Etruschi l’ Italia era nota come “Enotria“, ossia produttrice di vino. Solo un paio di secoli più tardi Marco Porzio Catone (234-149 a.c.) mise la vigna come la prima delle culture in Italia.

VENETO - COLLI EUGANEI
L’inconfondibile caratteristica territoriale dei Colli Euganei è proprio la forma dei volumi conici visibili dalla pianura veneta. Così inaspettati e sorprendenti hanno origini antiche (circa 40 milioni di anni) e una ricchezza infinita, sia come patrimonio territoriale che culturale.

L’attenzione però che viene richiama spesso su questa regione è proprio sulle “strade del vino”, percorsi ben delineati per una bevanda che ci distingue dagli altri paesi per complessità e varietà anche nel territorio e che crea un percorso articolato attraverso il tempo, il gusto e le tradizioni.

Di orgine vulcanica, il territorio veneto si presenta intatto nel tempo, ben 81 i rilievi diversi tra loro che costituiscono i Colli Euganei. E proprio questi strati causati dai vari fenomeni vulcanici hanno permesso di creare questo complesso quasi unico nel suo genere.
Natura del terreno e fattori climatici fanno sì che i Colli Euganei siano territorio altamente votato alla produzione di vini di pregio.

Naturalmente l’epoca romana, anche in questa parte d’ Italia è stata fondamentale per l’ inizio della coltivazione della vite con testimonianze tra il IX e X secolo.
Dal 1850 vengono introdotti vitigni internazionali come Merlot e Cabernet e nel 1969 arriva il riconoscimento DOC per i vini dei Colli Euganei. I vitigni ora presenti sono: Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Carmènere, Chardonnay, Garganega, Glera, Manzoni bianco, Merlot, Moscato bianco e Moscato giallo.

Tantissime le cantine che si possono incontrare in questa regione, dedite alla produzione da generazioni o anche nuovi e interessanti vignaioli molto attenti al territorio e alla materia prima.
Una delle cantine scoperte percorrendo queste interessanti vie è proprio MAELI. Il suo nome richiama la conformazione del territorio composta da marna e limo, un elegante casale in un panorama mozzafiato incastonato nei Colli, che accoglie i clienti per degustazioni o anche chi volesse fermarsi qualche giorno, poichè è fornito di alcune stanze.



Il Moscato Giallo, vitigno chiamato localmente nel padovano anche Fior d’ Arancio è la scommessa su cui ha puntato la proprietaria Elisa Dilavanzo che con i suoi 13 ettari di vitigno si dedica alla coltivazione manuale in conversione biologica.
In cantina arriva “uva sana” che viene lavorata con metodo artigianale, favorendo fermentazioni spontanee. Un metodo ancestrale che ritrova tutta la consapevolezza dei tempi moderni.
Il fiore all’occhiello della cantina è lo spumante dolce, non solo perfetto per il dessert, ma ottimo anche come aperitivo, magari abbinato a piatti della cucina asiatica.

Se parliamo di biologico possiamo porre attenzione naturalmente “al fondo” di Dilì - moscato giallo I.G.T, imbottigliato con i propri lieviti che segue poi la rifermentazione ancestrale. Per un vino di grande personalità si bilancia un abbinamento con un bel tagliere di salumi e formaggi, oppure perfetto con la pizza gourmet.

Taglio bordolese per il Rosso Infinito (Merlot 48%, Cabernet Sauvignon 38%, Carmenere 14%), un vino che arriva da terreni di trachite e calcare. Dai sentori di frutta matura, ciliegia e note erbacee al gusto, per un vino inaspettato, coinvolgente e ben equilibrato.
Non solo vino, ma naturalmente anche grappa in Veneto. Maeli propone la Grappa di Moscato Giallo ottenuta dalla distillazione in doppio passaggio delle vinacce di uva Moscato Fiori d’ Arancio in alambicchi in rame a bagnomaria. Il distillato riposa in acciaio per circa 2 anni per poi essere diluito con acqua di sorgente.
Oltre che per fine pasto, questa grappa è anche consigliata con erborinati e dolci strutturati.

Ci spostiamo a Vò nel versante ovest dei Colli Euganei dove il terreno è di origine calcarea e sedimento marino, così da conferire una interessante mineralità e la giusta sapidità ai vini prodotti.
Se i filtri sono l’opzione più gettonata degli ultimi tempi, nell’ Azienda Agricola Biologia “Alla Costiera” si beve il vino buono, quello che non fa male, autentico, appunto senza essere filtrato.



E’ un’azienda di famiglia, quella in cui è cresciuto Filippo Gamba che nel 2000 ha voluto etichettare i suoi vini che rappresentano tutta la potenzialità del territorio.
Un vigneto che copre 5 ettari di terreno e circonda il casolare di famiglia, Biancone (tocai) e Vò Vecchio (merlot) vengono dai vitigni più vecchi, mentre gli impianti più giovani (10/20 anni) forniscono le uve per gli altri vini.

Due le etichette che Filippo ha voluto dedicare ai genitori: Gerardo e Agnese dallo stile chiaro, riconoscibile e che li rende inconfondibili tra gli altri vitigni internazionali. Poco più di 50.000 bottiglie suddivise per 4 bianchi, 5 rossi e l’immancabile spumante, che per non deludere i clienti affezionati, ne viene messo sul mercato una piccola quantità con metodo charmant nelle varietà Serpine, Prosecco e Fior d’Arancio.

Gli esperimenti di fermentazioni sui lieviti ha permesso di affinare quello che poi è diventato un classico di questa azienda, con produzioni di Bianco Sur Lie ( 80% uva Glera e 20% moscato) e Giallo S.L.
Grazie anche un innamoramento di primavera è stato possibile per l’azienda di Filippo Gamba acquisire un vecchio e trascurato vigneto a Teolo, così da poter riportare a nuova vita le piante dall’affascinante tronco contorto, ma ancora rigogliose per una nuova produzione di vini ( come li definisce Filippo) che vengono lasciati liberi di essere loro stessi.

TOSCANA
Paesaggi ben delineati e composti, che quasi lo sguardo è perso nella ricerca di qualche imperfezione, di una “virgola fuori posto” di una “pennellata distratta”, ma il panorama toscano non lascia indugi, convince sempre. E da questo panorama perfetto non potevano che venir fuori vini importanti e che tutto il mondo ci invidia.

Di diversa conformazione, i terreni toscani presentano differenti caratteristiche: i sabbiosi, dai quali si possono ottenere vini profumati, ma poco strutturati, ai terreni ricchi di tufo da cui si avranno vini più intensi e robusti, ai terreni argilloso-calcarei che conferiranno ai vini completezza e complessità, infine ai terreni calcarei e fertili da cui si avranno vini più alcolici e meno persistenti.

Così poi delineati i vitigni che si possono trovare nel territorio toscano: Cannolo nero, Ciliegio, Colorino, Malvasia del Chianti, Sangiovese, Trebbiano Toscano, Vernaggia di San Gimignano e Vermentino bianco.
Tanti i vini prodotti e con sfumature importanti, da portare nel nostro paese l’attenzione di molti appassionati del settore e anche chi vuole avvicinarsi ad un mondo così affascinante come il vino.

Sono andata a conoscere una delle realtà più importanti e conosciute nel territorio, che nel corso degli anni si è saputa sempre distinguere per dedizione, storia e ricerca nel settore vitivinicolo ( non solo): la Fattoria dei Barbi.



La famiglia Cinelli Colombini risiede in terre toscane già dal 1352 e precisamente a Montalcino, dove alla fine del 700 nasce la Fattoria dei Barbi, splendida struttura circondata dalla magnifica atmosfera del territorio toscano.
La Cantina dei Barbi tra storia e tradizioni, raccoglie nel tempo molti premi come azienda. Dall’essere la prima ditta montalcinese ad esportare vini in bottiglia in Francia nel 1817, ad intuire e posizionarsi sul mercato tra le prime aziende negli anni ’60 per l’utilizzo di concimazioni organiche.

Nel 2000 è stata tra le prime aziende ad usare la CO2 per fermentare a freddo i vini rossi.
Una storia che continua tra innovazione, non dimenticando tradizione e dedizione per un prodotto in continuo miglioramento senza alterare mai la tipicità.

Trecento botti in legno e migliaia di bottiglie di Brunello in affinamento, la cantina ospita ogni anno tante persone, amanti del vino, addetti ai lavori, turisti appassionati di qualità e dello stile tutto italiano, che rende unico un prodotto attento al territorio e al proseguo delle tradizioni .

Bottiglie importanti, coperte da una patina di storia e con un’anima che racconta di avventure nel tempo, come il famoso Brunello di Montalcino DOCG prodotto da oltre un secolo, che vede la sua prima vendemmia del 1892.

Un vino che rappresenta il “cuore” della Fattoria, uve sangiovese 100% con vitigni in altitudine da 300 a 500 mt slm.

Nelle vendemmie migliori può dimostrarsi un vino potente presentandosi subito pronto, come le annate del 1925, 1964 o 1997, oppure molto elegante (annate 1931, 1957, 1975 o 2016) perfetto per grandi evoluzioni e un lungo invecchiamento.
Di colore rosso rubino arriva al naso il profumo dei frutti rossi, ciliegia, della rosa. Di un gusto importante, corposo, classico. Buon equilibrio tra acidità e tannino. Perfetto per cani rosse, grigliate e formaggi saporiti e ben stagionati.
I vigneti più giovani danno vita al Rosso di Montalcino, dal gusto elegante, meno corposo del Brunello, perfetto per godersi un buon vino anche senza un’occasione particolare. Le viti hanno in media 12 anni e su altitudine 400, 450 mt. sul livello del mare. Affinamento sia in acciaio che in rovere. Dal sapore molto fresco, questo vino presenta note di tiglio e camomilla che lasciano poi spazio a riflessi di menta ed eucalipto. Perfetto per cani bianche e piatti al tegame.

Altro vino molto conosciuto è il Morellino di Scansano, ben strutturato ed equilibrato, si presenta moderno e vivace. E’ un vino fresco, commercializzabile dalla primavera dopo la vendemmia . Adatto per piatti di carne e tipici della cucina maremmana, ma ottimo anche per pesce cucinato con spezie e zuppe di pesce.

Non poteva mancare il Chianti Classico DOCG, il vino toscano con la regolamentazione più antica . Nel 1716 le delimitazioni del territorio di produzione venivano stabilite e nel corso del tempo l’austerità di questo vino, così come l’eleganza non solo si è mantenuta, ma crescendo ancora di più. L’ affinamento avviene in grandi botti di Slavonia . Dal gusto strutturato è in perfetto equilibrio con la componente alcolica e i tannini dolci che fanno raggiungere al vino la giusta morbidezza.

Degno di nota e magari meno famoso del più gettonato Brunello è il Brusco dei Barbi ITG Rosso, un vino versatile, perfetto per accompagnare i momenti conviviali giornalieri. Proveniente da uve Sangiovese 90/95% è un vino eclettico, di colore rosso rubino vivace, al naso arriva subito il profumo pulito del lampone e al palato un gusto piacevolmente fruttato.

L’etichetta è rimasta originale dagli studi fatti da Giovanni Colombini negli anni 60 e 70 e presenta una grafica lineare e moderna, perfetta sulla bottiglia e da renderla differente dalle linee più classiche delle altre.

Altro vino importante e molto conosciuto in tutto il mondo è il Vin Santo, simbolo dell’ospitalità e che veniva offerto al viandante che attraversava le terre toscane. La fattoria dei Barbi produce Vin Santo dal 1870 e parliamo di una delle più grandi e complete collezioni esistenti in Toscana. Un vino speciale, che vista la complessità della produzione, è anche raro. Di uve Trebbiano, Malvasia e Sangiovese, che vengono raccolte a dicembre, è un vino liquoroso dal color giallo ambrato con un profumo delizioso di uva passa, frutta candita e dal gusto vellutato e ben bilanciato.

LAZIO
In antichità le nobili famiglie romane, oltre la passione per il buon vino, prediligevano gli spostamenti durante il periodo estivo, tanto da inventare le cosiddette “ferie”: infatti era consuetudine abbandonare il caldo della città e trasferirsi nelle dimore estive, le Ville Tuscolane, non lontano da Roma e precisamente nell’area dei Castelli, a Frascati dove ancora oggi è possibile ammirarne storia e sfarzo.



Il territorio
Il panorama laziale di origine vulcanica ha permesso agli antichi romani di sfruttare al meglio il suolo per la coltivazione della vite.
Ancora oggi grazie alla conformazione geologica e al clima mediterraneo, con precipitazione moderate nel periodo estivo, si garantiscono raccolti vantaggiosi ed è più favorevole la maturazione dell’ uva, lentamente e completamente.

Molto del particolare bouquet del vino “Frascati” è dovuto a questa maturazione prolungata sulla pianta e sotto l’influenza di un clima temperato.
I vitigni del Frascati sono:
La Malvasia di Candia, detta anche “Malvasia Rossa” sia per la tonalità dei tralci che per la colorazione dell’acino che in maturazione vira ad un rosso scarico, ben si adatta a quasi tutti i terreni della zona, con una spiccata attitudine a produzioni costanti. Il vino che se ne ricava è di colore giallo paglierino carico, fresco, profumato, sapido, e caratterizzato da un finale leggermente amarognolo e ben si adegua ad uvaggi con il Trebbiano.

La Malvasia del Lazio o “puntinata”, detta così per i puntini che si evidenziano sull’acino, è molto diversa dalla Malvasia di Candia. Dà un vino corposo dal colore giallo paglierino tenue, armonico e sapido, marcato da profumi fruttati intensi e freschi, con tenore alcolico rilevante ed una bassa acidità. E’ un vitigno autoctono.

Il Trebbiano toscano offre solitamente una produzione costante. Dalla gradazione zuccherina inferiore rispetto agli altri vitigni, nell’insieme dà un vino delicato, con una buona freschezza e nervo acido. Per questi motivi, unito alle altre uve, migliora le caratteristiche organolettiche del vino.

Il Trebbiano giallo, detto anche “Greco”, ha grappoli piuttosto serrati ed è scarsamente coltivato nella zona, in quanto predilige ambienti particolarmente freschi. Conferisce al vino un leggero profumo di mandorla tostata.

Il Bombino bianco (o Bonbino), forse nativo della penisola iberica, è in grado di assicurare una produzione pressoché costante, è resistente ad avversità climatiche. La resa media zuccherina in genere non è elevata, mentre il grado di acidità totale di solito è notevole. Da un vino leggero e con note di frutta tropicale.

Il Bellone o “Bello”, presenta la buccia sottile ed una colorazione con tendenza violacea. Ancora meno diffuso del Bombino Bianco, si esprime meglio in zone fertili e fresche, ma ne ricorda molto le caratteristiche organolettiche. E’ un vitigno autoctono.

Per quanto riguarda le denominazioni invece parliamo di :
Frascati Doc, Frascati Spumante Doc, Frascati Superiore Dogc, Frascati Superiore Docg Riserva, Cannellino di Frascati Docg.



Notevole evoluzione e soprattutto crescita per la qualità dei vini di Frascati. Le nuove generazioni di produttori hanno valorizzato il territorio laziale in primis e si sono concentrati sul miglior lavoro della produzione, sperimentando e studiando accuratamente nuovi equilibri, valorizzando il potenziale di questo vino, fatto emergere lentamente.
I vini Frascati si stanno posizionando sempre meglio sul mercato, pronti per questa nuova rinascita fatta di sapori freschi, minerali, sapidi e moderatamente agrumati.
I nuovi vignaioli pensano in grande, sono attenti alle produzioni ecosostenibili, alla riduzione dell’impronta carbonica e della chimica di sintesi sia in vigna che in cantina.

LE AZIENDE
Diverse aziende si muovono molto bene sul territorio come:
Villa Simone - Via Frascati Colonna 29 - 00078 Monte Porzio Catone.

A colpo d’occhio, appena varcato il cancello ci appaiono a destra la distesa dei filari, dove lo sguardo si perde nel verde e a sinistra l’azienda con annessa cantina. La famiglia Costantini è ad oggi alla terza generazione di lavoro e attenzione sul territorio laziale.
Lorenzo Costantini, rinomato enologo e proprietario dell’azienda, ci parla della sua terra, delle potenzialità e dell’amore per il suo lavoro che traspare ad ogni parola, ci parla della varietà del territorio creatasi nel tempo grazie alle grandi esplosioni del vulcano che ha permesso la sedimentazione d 2 tipi di tufo il rosso e il grigio (tipico della zona), di lava e cenere, nonché poi la formazione del Lago di Nemi e del Lago di Albano.

Nelle cantine sono ben visibili ancora ed evidenziati gli strati del terreno dove si può scorgere la fascia intermedia di cenere. La cantina originale contiene le annate storiche, bottiglie che hanno tanto da raccontare, il passare del tempo testimoniato dalla patina opaca, quasi a preservare l’autenticità e il valore di un lavoro antico e tramandato di generazione in generazione.
Il Frascati Doc Villa Simone è stata la prima etichetta prodotta dall’azienda. Per questa etichetta si considera la Malvasia del Lazio, la Malvasia di Candia e Trebbiano coltivati a guyot e cordone speronato. Le uve vengono pressate dolcemente e segue una fermentazione a temperatura controllata di 14/16 gradi. Affinamento sui lieviti per 3 mesi. Alla vista appare di un giallo paglierino con leggeri riflessi verdognoli, al naso arriva intenso e dai sentori agrumati, mela gialla fiori di acacia, al palato è intenso, ma equilibrato. Perfetto con il pesce (sia crudo che cotto), antipasto e primi piatti di cucina romana.

Altra bottiglia importante di questa cantina è quella dedicata al Vigneto Filonardi (antica famiglia patrizia romana) uno dei pochi Crù di Frascati riconosciuto e certificato dagli organi di controllo.
Terreno ricco di microelementi, comprende Malvasia del Lazio, Malvasia di Candia, Trebbiano e Grechetto (coltivati a guyot). Dopo l’affinamento sui lieviti per 6 mesi ne fa altrettanti 6 in bottiglia. Viene messo in commercio a novembre dell’anno successivo alla vendemmia.
Dal colore intenso, presenta profumi di frutta matura e spezie, al gusto sapido e con un ritorno di persistente mineralità. Perfetto per accompagnare formaggi, grigliate e anche pesce affumicato.

Dulcis in fundo arriviamo al Cannellino, un vino per gli appassionati, poichè è tenuto in vita da pochi produttori e purtroppo in via di estinzione. La tradizione racconta che le vigne poco produttive venissero raccolte per ultime ( a Novembre), quindi i grappoli erano appassiti, per cui davano vita a un vino con alta concentrazione di zuccheri residui.
L’uva viene pressata intera e la fermentazione avviene in barriques, raggiunti i 14° alcool si ferma spontaneamente.
Di colore oro intenso, al naso arriva vigoroso e si percepiscono sentori di miele, frutta secca e al palato una elegante, gradevole e generosa nota dolce. Perfetto per la pasticceria secca, ma per chi lo predilige anche con i formaggi forti ed erborinati.

Azienda Biologica L’Olivella - Via Colle Pisano 5 - 00040 Frascati
Posizionata in un punto strategico dove panorama e filari conquistano subito lo sguardo, l’ Olivella nasce nel 1986 come prima azienda biologica marciando sempre con un passo diverso. Da una sinergia per l’amore del territorio laziale tra Umberto Notarnicola (viticoltore pugliese ) e Bruno Violo (piemontese esperto di vini), prende vita questa azienda giovane e di carattere. Si avvia tutto con l’applicazione del doppio guyot, concentrati su una resa bassissima, ma di ottima qualità, si inizia anche una riscoperta degli antichi rossi, oltre a valorizzare naturalmente i bianchi già conosciuti e gettonati. Cesenate e Sangiovese in particolar modo.

Per meglio valorizzare il territorio e il prodotto l’Olivella partecipa al progetto Vulcanica insieme a Cantine San Marco , De Notari e Villa Cavalletti, alla riscoperta proprio delle 4 colate laviche dei Castelli che corrispondono agli antichi Crù.
Scendendo nelle cantine sottostanti il ristorante, si percepisce subito il cambio di temperatura, soprattutto se si è in una calda giornata estiva ed è ben visibile la composizione rocciosa formatasi nel tempo, visibile il trasudo (minimo) che poi verrà restituito alle piante come umidità e nutrimento, facendoci riflettere come sia complessa, ma essenziale e circolare la natura.

Le bottiglie dell’Azienda Agricola l’ Olivella sono belle da vedere e interessanti da assaporare, dall’etichetta originale del “Diverso” che viene dal Bombino, vitigno autoctono a bacca piccola, con un livello zuccherino basso, presenta caratteristiche di estrema leggerezza, ma senza mai dimenticare il carattere, con un’ acidità equilibrata ed elegante, per poi passare a una linea più classica come quella del Racemo bio bianco (Malvasia Puntinata del Lazio 50% Malvasia di Candia 20% Bellone 20% Grechetto 10%) perfetto sia per piatti di carne e pesce.

Casal Montani - Via di Casal Montani - 00078 Roma.
Riprendendo le orme del cammino storico e tornando più verso Roma, una delle aziende in cui quasi intatta è ancora l’influenza e la bellezza dei reperti è Casal Montani di proprietà della famiglia Evangelisti. Un antico casale che sorge su un’altura dove è possibile perdere lo sguardo sui vigneti, location perfetta come azienda vinicola, ma altrettanto per eventi ricercati.

Resti di un bellissimo mosaico, preziosamente custodito sono ben visibili entrando nel casale, quasi a ripercorrere silenziosamente la storia di un lavoro minuzioso e molto prezioso come quello di unire piccoli tasselli per poi scoprire la magia del disegno. Si scorge al centro del mosaico il “Nodo di Salomone” che nell’antica Roma era spesso usato nella pavimentazione delle dimore come buon auspicio e simbolo di ininterrotta continuazione dell’esistenza. Le linee nodali continue come il costante flusso del giorno e della notte, la morte e la rinascita, il bene e il male.
La storia continua tra Cantine e percorsi sotterranei abbastanza lunghi e misteriosi da custodire intatte temperature e sempre ben visibili le conformazioni del terreno vulcanico.

Il simbolo del Nodo di Salomone è ripreso sulle etichette delle bottiglie dell’Azienda Evangelisti, etichette eleganti e rappresentative per vini molto interessanti e da assaporare in diverse occasioni .
Un unione di ottime uve per valorizzare al meglio il territorio, soprattutto in un periodo in cui il lavoro tra i nuovi vignaioli ed enologi è in perfetta sintonia con il rispetto dell’ambiente per un risultato eccellente, migliorato grazie anche a tanto lavoro costante e continuo. La passione per queste terre ha portato imprenditori, come la famiglia Evangelisti a puntare tutto sul territorio e rappresentarlo con una produzione di vino fresco ed equilibrato, dal colore giallo paglierino più o meno intenso, note floreali, erbacee per un palato sapido e fine.
La produzione anche di Passito che perfettamente si accosta a biscotti secchi o anche a formaggi importanti, completa la linea di vini rappresentativi di questa terra.





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VITIGNI ITALIANI. “La terra prediletta dal Dio Bacco” così Sofocle (V sec.a.C.) definì l’Italia.

di Silvia Lunardo 29 settembre 2021

Un viaggio sensoriale tra i colori e i profumi italiani, dai Colli Euganei, passando per la Toscana e arrivando nel Lazio, dove gli antichi romani erano dediti alla coltivazione della vite e alla vinificazione, avendole apprese da Etruschi, Greci e Cartaginesi.


Già all’epoca degli Etruschi l’ Italia era nota come “Enotria“, ossia produttrice di vino. Solo un paio di secoli più tardi Marco Porzio Catone (234-149 a.c.) mise la vigna come la prima delle culture in Italia.

VENETO - COLLI EUGANEI
L’inconfondibile caratteristica territoriale dei Colli Euganei è proprio la forma dei volumi conici visibili dalla pianura veneta. Così inaspettati e sorprendenti hanno origini antiche (circa 40 milioni di anni) e una ricchezza infinita, sia come patrimonio territoriale che culturale.

L’attenzione però che viene richiama spesso su questa regione è proprio sulle “strade del vino”, percorsi ben delineati per una bevanda che ci distingue dagli altri paesi per complessità e varietà anche nel territorio e che crea un percorso articolato attraverso il tempo, il gusto e le tradizioni.

Di orgine vulcanica, il territorio veneto si presenta intatto nel tempo, ben 81 i rilievi diversi tra loro che costituiscono i Colli Euganei. E proprio questi strati causati dai vari fenomeni vulcanici hanno permesso di creare questo complesso quasi unico nel suo genere.
Natura del terreno e fattori climatici fanno sì che i Colli Euganei siano territorio altamente votato alla produzione di vini di pregio.

Naturalmente l’epoca romana, anche in questa parte d’ Italia è stata fondamentale per l’ inizio della coltivazione della vite con testimonianze tra il IX e X secolo.
Dal 1850 vengono introdotti vitigni internazionali come Merlot e Cabernet e nel 1969 arriva il riconoscimento DOC per i vini dei Colli Euganei. I vitigni ora presenti sono: Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Carmènere, Chardonnay, Garganega, Glera, Manzoni bianco, Merlot, Moscato bianco e Moscato giallo.

Tantissime le cantine che si possono incontrare in questa regione, dedite alla produzione da generazioni o anche nuovi e interessanti vignaioli molto attenti al territorio e alla materia prima.
Una delle cantine scoperte percorrendo queste interessanti vie è proprio MAELI. Il suo nome richiama la conformazione del territorio composta da marna e limo, un elegante casale in un panorama mozzafiato incastonato nei Colli, che accoglie i clienti per degustazioni o anche chi volesse fermarsi qualche giorno, poichè è fornito di alcune stanze.



Il Moscato Giallo, vitigno chiamato localmente nel padovano anche Fior d’ Arancio è la scommessa su cui ha puntato la proprietaria Elisa Dilavanzo che con i suoi 13 ettari di vitigno si dedica alla coltivazione manuale in conversione biologica.
In cantina arriva “uva sana” che viene lavorata con metodo artigianale, favorendo fermentazioni spontanee. Un metodo ancestrale che ritrova tutta la consapevolezza dei tempi moderni.
Il fiore all’occhiello della cantina è lo spumante dolce, non solo perfetto per il dessert, ma ottimo anche come aperitivo, magari abbinato a piatti della cucina asiatica.

Se parliamo di biologico possiamo porre attenzione naturalmente “al fondo” di Dilì - moscato giallo I.G.T, imbottigliato con i propri lieviti che segue poi la rifermentazione ancestrale. Per un vino di grande personalità si bilancia un abbinamento con un bel tagliere di salumi e formaggi, oppure perfetto con la pizza gourmet.

Taglio bordolese per il Rosso Infinito (Merlot 48%, Cabernet Sauvignon 38%, Carmenere 14%), un vino che arriva da terreni di trachite e calcare. Dai sentori di frutta matura, ciliegia e note erbacee al gusto, per un vino inaspettato, coinvolgente e ben equilibrato.
Non solo vino, ma naturalmente anche grappa in Veneto. Maeli propone la Grappa di Moscato Giallo ottenuta dalla distillazione in doppio passaggio delle vinacce di uva Moscato Fiori d’ Arancio in alambicchi in rame a bagnomaria. Il distillato riposa in acciaio per circa 2 anni per poi essere diluito con acqua di sorgente.
Oltre che per fine pasto, questa grappa è anche consigliata con erborinati e dolci strutturati.

Ci spostiamo a Vò nel versante ovest dei Colli Euganei dove il terreno è di origine calcarea e sedimento marino, così da conferire una interessante mineralità e la giusta sapidità ai vini prodotti.
Se i filtri sono l’opzione più gettonata degli ultimi tempi, nell’ Azienda Agricola Biologia “Alla Costiera” si beve il vino buono, quello che non fa male, autentico, appunto senza essere filtrato.



E’ un’azienda di famiglia, quella in cui è cresciuto Filippo Gamba che nel 2000 ha voluto etichettare i suoi vini che rappresentano tutta la potenzialità del territorio.
Un vigneto che copre 5 ettari di terreno e circonda il casolare di famiglia, Biancone (tocai) e Vò Vecchio (merlot) vengono dai vitigni più vecchi, mentre gli impianti più giovani (10/20 anni) forniscono le uve per gli altri vini.

Due le etichette che Filippo ha voluto dedicare ai genitori: Gerardo e Agnese dallo stile chiaro, riconoscibile e che li rende inconfondibili tra gli altri vitigni internazionali. Poco più di 50.000 bottiglie suddivise per 4 bianchi, 5 rossi e l’immancabile spumante, che per non deludere i clienti affezionati, ne viene messo sul mercato una piccola quantità con metodo charmant nelle varietà Serpine, Prosecco e Fior d’Arancio.

Gli esperimenti di fermentazioni sui lieviti ha permesso di affinare quello che poi è diventato un classico di questa azienda, con produzioni di Bianco Sur Lie ( 80% uva Glera e 20% moscato) e Giallo S.L.
Grazie anche un innamoramento di primavera è stato possibile per l’azienda di Filippo Gamba acquisire un vecchio e trascurato vigneto a Teolo, così da poter riportare a nuova vita le piante dall’affascinante tronco contorto, ma ancora rigogliose per una nuova produzione di vini ( come li definisce Filippo) che vengono lasciati liberi di essere loro stessi.

TOSCANA
Paesaggi ben delineati e composti, che quasi lo sguardo è perso nella ricerca di qualche imperfezione, di una “virgola fuori posto” di una “pennellata distratta”, ma il panorama toscano non lascia indugi, convince sempre. E da questo panorama perfetto non potevano che venir fuori vini importanti e che tutto il mondo ci invidia.

Di diversa conformazione, i terreni toscani presentano differenti caratteristiche: i sabbiosi, dai quali si possono ottenere vini profumati, ma poco strutturati, ai terreni ricchi di tufo da cui si avranno vini più intensi e robusti, ai terreni argilloso-calcarei che conferiranno ai vini completezza e complessità, infine ai terreni calcarei e fertili da cui si avranno vini più alcolici e meno persistenti.

Così poi delineati i vitigni che si possono trovare nel territorio toscano: Cannolo nero, Ciliegio, Colorino, Malvasia del Chianti, Sangiovese, Trebbiano Toscano, Vernaggia di San Gimignano e Vermentino bianco.
Tanti i vini prodotti e con sfumature importanti, da portare nel nostro paese l’attenzione di molti appassionati del settore e anche chi vuole avvicinarsi ad un mondo così affascinante come il vino.

Sono andata a conoscere una delle realtà più importanti e conosciute nel territorio, che nel corso degli anni si è saputa sempre distinguere per dedizione, storia e ricerca nel settore vitivinicolo ( non solo): la Fattoria dei Barbi.



La famiglia Cinelli Colombini risiede in terre toscane già dal 1352 e precisamente a Montalcino, dove alla fine del 700 nasce la Fattoria dei Barbi, splendida struttura circondata dalla magnifica atmosfera del territorio toscano.
La Cantina dei Barbi tra storia e tradizioni, raccoglie nel tempo molti premi come azienda. Dall’essere la prima ditta montalcinese ad esportare vini in bottiglia in Francia nel 1817, ad intuire e posizionarsi sul mercato tra le prime aziende negli anni ’60 per l’utilizzo di concimazioni organiche.

Nel 2000 è stata tra le prime aziende ad usare la CO2 per fermentare a freddo i vini rossi.
Una storia che continua tra innovazione, non dimenticando tradizione e dedizione per un prodotto in continuo miglioramento senza alterare mai la tipicità.

Trecento botti in legno e migliaia di bottiglie di Brunello in affinamento, la cantina ospita ogni anno tante persone, amanti del vino, addetti ai lavori, turisti appassionati di qualità e dello stile tutto italiano, che rende unico un prodotto attento al territorio e al proseguo delle tradizioni .

Bottiglie importanti, coperte da una patina di storia e con un’anima che racconta di avventure nel tempo, come il famoso Brunello di Montalcino DOCG prodotto da oltre un secolo, che vede la sua prima vendemmia del 1892.

Un vino che rappresenta il “cuore” della Fattoria, uve sangiovese 100% con vitigni in altitudine da 300 a 500 mt slm.

Nelle vendemmie migliori può dimostrarsi un vino potente presentandosi subito pronto, come le annate del 1925, 1964 o 1997, oppure molto elegante (annate 1931, 1957, 1975 o 2016) perfetto per grandi evoluzioni e un lungo invecchiamento.
Di colore rosso rubino arriva al naso il profumo dei frutti rossi, ciliegia, della rosa. Di un gusto importante, corposo, classico. Buon equilibrio tra acidità e tannino. Perfetto per cani rosse, grigliate e formaggi saporiti e ben stagionati.
I vigneti più giovani danno vita al Rosso di Montalcino, dal gusto elegante, meno corposo del Brunello, perfetto per godersi un buon vino anche senza un’occasione particolare. Le viti hanno in media 12 anni e su altitudine 400, 450 mt. sul livello del mare. Affinamento sia in acciaio che in rovere. Dal sapore molto fresco, questo vino presenta note di tiglio e camomilla che lasciano poi spazio a riflessi di menta ed eucalipto. Perfetto per cani bianche e piatti al tegame.

Altro vino molto conosciuto è il Morellino di Scansano, ben strutturato ed equilibrato, si presenta moderno e vivace. E’ un vino fresco, commercializzabile dalla primavera dopo la vendemmia . Adatto per piatti di carne e tipici della cucina maremmana, ma ottimo anche per pesce cucinato con spezie e zuppe di pesce.

Non poteva mancare il Chianti Classico DOCG, il vino toscano con la regolamentazione più antica . Nel 1716 le delimitazioni del territorio di produzione venivano stabilite e nel corso del tempo l’austerità di questo vino, così come l’eleganza non solo si è mantenuta, ma crescendo ancora di più. L’ affinamento avviene in grandi botti di Slavonia . Dal gusto strutturato è in perfetto equilibrio con la componente alcolica e i tannini dolci che fanno raggiungere al vino la giusta morbidezza.

Degno di nota e magari meno famoso del più gettonato Brunello è il Brusco dei Barbi ITG Rosso, un vino versatile, perfetto per accompagnare i momenti conviviali giornalieri. Proveniente da uve Sangiovese 90/95% è un vino eclettico, di colore rosso rubino vivace, al naso arriva subito il profumo pulito del lampone e al palato un gusto piacevolmente fruttato.

L’etichetta è rimasta originale dagli studi fatti da Giovanni Colombini negli anni 60 e 70 e presenta una grafica lineare e moderna, perfetta sulla bottiglia e da renderla differente dalle linee più classiche delle altre.

Altro vino importante e molto conosciuto in tutto il mondo è il Vin Santo, simbolo dell’ospitalità e che veniva offerto al viandante che attraversava le terre toscane. La fattoria dei Barbi produce Vin Santo dal 1870 e parliamo di una delle più grandi e complete collezioni esistenti in Toscana. Un vino speciale, che vista la complessità della produzione, è anche raro. Di uve Trebbiano, Malvasia e Sangiovese, che vengono raccolte a dicembre, è un vino liquoroso dal color giallo ambrato con un profumo delizioso di uva passa, frutta candita e dal gusto vellutato e ben bilanciato.

LAZIO
In antichità le nobili famiglie romane, oltre la passione per il buon vino, prediligevano gli spostamenti durante il periodo estivo, tanto da inventare le cosiddette “ferie”: infatti era consuetudine abbandonare il caldo della città e trasferirsi nelle dimore estive, le Ville Tuscolane, non lontano da Roma e precisamente nell’area dei Castelli, a Frascati dove ancora oggi è possibile ammirarne storia e sfarzo.



Il territorio
Il panorama laziale di origine vulcanica ha permesso agli antichi romani di sfruttare al meglio il suolo per la coltivazione della vite.
Ancora oggi grazie alla conformazione geologica e al clima mediterraneo, con precipitazione moderate nel periodo estivo, si garantiscono raccolti vantaggiosi ed è più favorevole la maturazione dell’ uva, lentamente e completamente.

Molto del particolare bouquet del vino “Frascati” è dovuto a questa maturazione prolungata sulla pianta e sotto l’influenza di un clima temperato.
I vitigni del Frascati sono:
La Malvasia di Candia, detta anche “Malvasia Rossa” sia per la tonalità dei tralci che per la colorazione dell’acino che in maturazione vira ad un rosso scarico, ben si adatta a quasi tutti i terreni della zona, con una spiccata attitudine a produzioni costanti. Il vino che se ne ricava è di colore giallo paglierino carico, fresco, profumato, sapido, e caratterizzato da un finale leggermente amarognolo e ben si adegua ad uvaggi con il Trebbiano.

La Malvasia del Lazio o “puntinata”, detta così per i puntini che si evidenziano sull’acino, è molto diversa dalla Malvasia di Candia. Dà un vino corposo dal colore giallo paglierino tenue, armonico e sapido, marcato da profumi fruttati intensi e freschi, con tenore alcolico rilevante ed una bassa acidità. E’ un vitigno autoctono.

Il Trebbiano toscano offre solitamente una produzione costante. Dalla gradazione zuccherina inferiore rispetto agli altri vitigni, nell’insieme dà un vino delicato, con una buona freschezza e nervo acido. Per questi motivi, unito alle altre uve, migliora le caratteristiche organolettiche del vino.

Il Trebbiano giallo, detto anche “Greco”, ha grappoli piuttosto serrati ed è scarsamente coltivato nella zona, in quanto predilige ambienti particolarmente freschi. Conferisce al vino un leggero profumo di mandorla tostata.

Il Bombino bianco (o Bonbino), forse nativo della penisola iberica, è in grado di assicurare una produzione pressoché costante, è resistente ad avversità climatiche. La resa media zuccherina in genere non è elevata, mentre il grado di acidità totale di solito è notevole. Da un vino leggero e con note di frutta tropicale.

Il Bellone o “Bello”, presenta la buccia sottile ed una colorazione con tendenza violacea. Ancora meno diffuso del Bombino Bianco, si esprime meglio in zone fertili e fresche, ma ne ricorda molto le caratteristiche organolettiche. E’ un vitigno autoctono.

Per quanto riguarda le denominazioni invece parliamo di :
Frascati Doc, Frascati Spumante Doc, Frascati Superiore Dogc, Frascati Superiore Docg Riserva, Cannellino di Frascati Docg.



Notevole evoluzione e soprattutto crescita per la qualità dei vini di Frascati. Le nuove generazioni di produttori hanno valorizzato il territorio laziale in primis e si sono concentrati sul miglior lavoro della produzione, sperimentando e studiando accuratamente nuovi equilibri, valorizzando il potenziale di questo vino, fatto emergere lentamente.
I vini Frascati si stanno posizionando sempre meglio sul mercato, pronti per questa nuova rinascita fatta di sapori freschi, minerali, sapidi e moderatamente agrumati.
I nuovi vignaioli pensano in grande, sono attenti alle produzioni ecosostenibili, alla riduzione dell’impronta carbonica e della chimica di sintesi sia in vigna che in cantina.

LE AZIENDE
Diverse aziende si muovono molto bene sul territorio come:
Villa Simone - Via Frascati Colonna 29 - 00078 Monte Porzio Catone.

A colpo d’occhio, appena varcato il cancello ci appaiono a destra la distesa dei filari, dove lo sguardo si perde nel verde e a sinistra l’azienda con annessa cantina. La famiglia Costantini è ad oggi alla terza generazione di lavoro e attenzione sul territorio laziale.
Lorenzo Costantini, rinomato enologo e proprietario dell’azienda, ci parla della sua terra, delle potenzialità e dell’amore per il suo lavoro che traspare ad ogni parola, ci parla della varietà del territorio creatasi nel tempo grazie alle grandi esplosioni del vulcano che ha permesso la sedimentazione d 2 tipi di tufo il rosso e il grigio (tipico della zona), di lava e cenere, nonché poi la formazione del Lago di Nemi e del Lago di Albano.

Nelle cantine sono ben visibili ancora ed evidenziati gli strati del terreno dove si può scorgere la fascia intermedia di cenere. La cantina originale contiene le annate storiche, bottiglie che hanno tanto da raccontare, il passare del tempo testimoniato dalla patina opaca, quasi a preservare l’autenticità e il valore di un lavoro antico e tramandato di generazione in generazione.
Il Frascati Doc Villa Simone è stata la prima etichetta prodotta dall’azienda. Per questa etichetta si considera la Malvasia del Lazio, la Malvasia di Candia e Trebbiano coltivati a guyot e cordone speronato. Le uve vengono pressate dolcemente e segue una fermentazione a temperatura controllata di 14/16 gradi. Affinamento sui lieviti per 3 mesi. Alla vista appare di un giallo paglierino con leggeri riflessi verdognoli, al naso arriva intenso e dai sentori agrumati, mela gialla fiori di acacia, al palato è intenso, ma equilibrato. Perfetto con il pesce (sia crudo che cotto), antipasto e primi piatti di cucina romana.

Altra bottiglia importante di questa cantina è quella dedicata al Vigneto Filonardi (antica famiglia patrizia romana) uno dei pochi Crù di Frascati riconosciuto e certificato dagli organi di controllo.
Terreno ricco di microelementi, comprende Malvasia del Lazio, Malvasia di Candia, Trebbiano e Grechetto (coltivati a guyot). Dopo l’affinamento sui lieviti per 6 mesi ne fa altrettanti 6 in bottiglia. Viene messo in commercio a novembre dell’anno successivo alla vendemmia.
Dal colore intenso, presenta profumi di frutta matura e spezie, al gusto sapido e con un ritorno di persistente mineralità. Perfetto per accompagnare formaggi, grigliate e anche pesce affumicato.

Dulcis in fundo arriviamo al Cannellino, un vino per gli appassionati, poichè è tenuto in vita da pochi produttori e purtroppo in via di estinzione. La tradizione racconta che le vigne poco produttive venissero raccolte per ultime ( a Novembre), quindi i grappoli erano appassiti, per cui davano vita a un vino con alta concentrazione di zuccheri residui.
L’uva viene pressata intera e la fermentazione avviene in barriques, raggiunti i 14° alcool si ferma spontaneamente.
Di colore oro intenso, al naso arriva vigoroso e si percepiscono sentori di miele, frutta secca e al palato una elegante, gradevole e generosa nota dolce. Perfetto per la pasticceria secca, ma per chi lo predilige anche con i formaggi forti ed erborinati.

Azienda Biologica L’Olivella - Via Colle Pisano 5 - 00040 Frascati
Posizionata in un punto strategico dove panorama e filari conquistano subito lo sguardo, l’ Olivella nasce nel 1986 come prima azienda biologica marciando sempre con un passo diverso. Da una sinergia per l’amore del territorio laziale tra Umberto Notarnicola (viticoltore pugliese ) e Bruno Violo (piemontese esperto di vini), prende vita questa azienda giovane e di carattere. Si avvia tutto con l’applicazione del doppio guyot, concentrati su una resa bassissima, ma di ottima qualità, si inizia anche una riscoperta degli antichi rossi, oltre a valorizzare naturalmente i bianchi già conosciuti e gettonati. Cesenate e Sangiovese in particolar modo.

Per meglio valorizzare il territorio e il prodotto l’Olivella partecipa al progetto Vulcanica insieme a Cantine San Marco , De Notari e Villa Cavalletti, alla riscoperta proprio delle 4 colate laviche dei Castelli che corrispondono agli antichi Crù.
Scendendo nelle cantine sottostanti il ristorante, si percepisce subito il cambio di temperatura, soprattutto se si è in una calda giornata estiva ed è ben visibile la composizione rocciosa formatasi nel tempo, visibile il trasudo (minimo) che poi verrà restituito alle piante come umidità e nutrimento, facendoci riflettere come sia complessa, ma essenziale e circolare la natura.

Le bottiglie dell’Azienda Agricola l’ Olivella sono belle da vedere e interessanti da assaporare, dall’etichetta originale del “Diverso” che viene dal Bombino, vitigno autoctono a bacca piccola, con un livello zuccherino basso, presenta caratteristiche di estrema leggerezza, ma senza mai dimenticare il carattere, con un’ acidità equilibrata ed elegante, per poi passare a una linea più classica come quella del Racemo bio bianco (Malvasia Puntinata del Lazio 50% Malvasia di Candia 20% Bellone 20% Grechetto 10%) perfetto sia per piatti di carne e pesce.

Casal Montani - Via di Casal Montani - 00078 Roma.
Riprendendo le orme del cammino storico e tornando più verso Roma, una delle aziende in cui quasi intatta è ancora l’influenza e la bellezza dei reperti è Casal Montani di proprietà della famiglia Evangelisti. Un antico casale che sorge su un’altura dove è possibile perdere lo sguardo sui vigneti, location perfetta come azienda vinicola, ma altrettanto per eventi ricercati.

Resti di un bellissimo mosaico, preziosamente custodito sono ben visibili entrando nel casale, quasi a ripercorrere silenziosamente la storia di un lavoro minuzioso e molto prezioso come quello di unire piccoli tasselli per poi scoprire la magia del disegno. Si scorge al centro del mosaico il “Nodo di Salomone” che nell’antica Roma era spesso usato nella pavimentazione delle dimore come buon auspicio e simbolo di ininterrotta continuazione dell’esistenza. Le linee nodali continue come il costante flusso del giorno e della notte, la morte e la rinascita, il bene e il male.
La storia continua tra Cantine e percorsi sotterranei abbastanza lunghi e misteriosi da custodire intatte temperature e sempre ben visibili le conformazioni del terreno vulcanico.

Il simbolo del Nodo di Salomone è ripreso sulle etichette delle bottiglie dell’Azienda Evangelisti, etichette eleganti e rappresentative per vini molto interessanti e da assaporare in diverse occasioni .
Un unione di ottime uve per valorizzare al meglio il territorio, soprattutto in un periodo in cui il lavoro tra i nuovi vignaioli ed enologi è in perfetta sintonia con il rispetto dell’ambiente per un risultato eccellente, migliorato grazie anche a tanto lavoro costante e continuo. La passione per queste terre ha portato imprenditori, come la famiglia Evangelisti a puntare tutto sul territorio e rappresentarlo con una produzione di vino fresco ed equilibrato, dal colore giallo paglierino più o meno intenso, note floreali, erbacee per un palato sapido e fine.
La produzione anche di Passito che perfettamente si accosta a biscotti secchi o anche a formaggi importanti, completa la linea di vini rappresentativi di questa terra.





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VITIGNI ITALIANI. “La terra prediletta dal Dio Bacco” così Sofocle (V sec.a.C.) definì l’Italia.

di Silvia Lunardo 29 settembre 2021

Un viaggio sensoriale tra i colori e i profumi italiani, dai Colli Euganei, passando per la Toscana e arrivando nel Lazio, dove gli antichi romani erano dediti alla coltivazione della vite e alla vinificazione, avendole apprese da Etruschi, Greci e Cartaginesi.


Già all’epoca degli Etruschi l’ Italia era nota come “Enotria“, ossia produttrice di vino. Solo un paio di secoli più tardi Marco Porzio Catone (234-149 a.c.) mise la vigna come la prima delle culture in Italia.

VENETO - COLLI EUGANEI
L’inconfondibile caratteristica territoriale dei Colli Euganei è proprio la forma dei volumi conici visibili dalla pianura veneta. Così inaspettati e sorprendenti hanno origini antiche (circa 40 milioni di anni) e una ricchezza infinita, sia come patrimonio territoriale che culturale.

L’attenzione però che viene richiama spesso su questa regione è proprio sulle “strade del vino”, percorsi ben delineati per una bevanda che ci distingue dagli altri paesi per complessità e varietà anche nel territorio e che crea un percorso articolato attraverso il tempo, il gusto e le tradizioni.

Di orgine vulcanica, il territorio veneto si presenta intatto nel tempo, ben 81 i rilievi diversi tra loro che costituiscono i Colli Euganei. E proprio questi strati causati dai vari fenomeni vulcanici hanno permesso di creare questo complesso quasi unico nel suo genere.
Natura del terreno e fattori climatici fanno sì che i Colli Euganei siano territorio altamente votato alla produzione di vini di pregio.

Naturalmente l’epoca romana, anche in questa parte d’ Italia è stata fondamentale per l’ inizio della coltivazione della vite con testimonianze tra il IX e X secolo.
Dal 1850 vengono introdotti vitigni internazionali come Merlot e Cabernet e nel 1969 arriva il riconoscimento DOC per i vini dei Colli Euganei. I vitigni ora presenti sono: Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Carmènere, Chardonnay, Garganega, Glera, Manzoni bianco, Merlot, Moscato bianco e Moscato giallo.

Tantissime le cantine che si possono incontrare in questa regione, dedite alla produzione da generazioni o anche nuovi e interessanti vignaioli molto attenti al territorio e alla materia prima.
Una delle cantine scoperte percorrendo queste interessanti vie è proprio MAELI. Il suo nome richiama la conformazione del territorio composta da marna e limo, un elegante casale in un panorama mozzafiato incastonato nei Colli, che accoglie i clienti per degustazioni o anche chi volesse fermarsi qualche giorno, poichè è fornito di alcune stanze.



Il Moscato Giallo, vitigno chiamato localmente nel padovano anche Fior d’ Arancio è la scommessa su cui ha puntato la proprietaria Elisa Dilavanzo che con i suoi 13 ettari di vitigno si dedica alla coltivazione manuale in conversione biologica.
In cantina arriva “uva sana” che viene lavorata con metodo artigianale, favorendo fermentazioni spontanee. Un metodo ancestrale che ritrova tutta la consapevolezza dei tempi moderni.
Il fiore all’occhiello della cantina è lo spumante dolce, non solo perfetto per il dessert, ma ottimo anche come aperitivo, magari abbinato a piatti della cucina asiatica.

Se parliamo di biologico possiamo porre attenzione naturalmente “al fondo” di Dilì - moscato giallo I.G.T, imbottigliato con i propri lieviti che segue poi la rifermentazione ancestrale. Per un vino di grande personalità si bilancia un abbinamento con un bel tagliere di salumi e formaggi, oppure perfetto con la pizza gourmet.

Taglio bordolese per il Rosso Infinito (Merlot 48%, Cabernet Sauvignon 38%, Carmenere 14%), un vino che arriva da terreni di trachite e calcare. Dai sentori di frutta matura, ciliegia e note erbacee al gusto, per un vino inaspettato, coinvolgente e ben equilibrato.
Non solo vino, ma naturalmente anche grappa in Veneto. Maeli propone la Grappa di Moscato Giallo ottenuta dalla distillazione in doppio passaggio delle vinacce di uva Moscato Fiori d’ Arancio in alambicchi in rame a bagnomaria. Il distillato riposa in acciaio per circa 2 anni per poi essere diluito con acqua di sorgente.
Oltre che per fine pasto, questa grappa è anche consigliata con erborinati e dolci strutturati.

Ci spostiamo a Vò nel versante ovest dei Colli Euganei dove il terreno è di origine calcarea e sedimento marino, così da conferire una interessante mineralità e la giusta sapidità ai vini prodotti.
Se i filtri sono l’opzione più gettonata degli ultimi tempi, nell’ Azienda Agricola Biologia “Alla Costiera” si beve il vino buono, quello che non fa male, autentico, appunto senza essere filtrato.



E’ un’azienda di famiglia, quella in cui è cresciuto Filippo Gamba che nel 2000 ha voluto etichettare i suoi vini che rappresentano tutta la potenzialità del territorio.
Un vigneto che copre 5 ettari di terreno e circonda il casolare di famiglia, Biancone (tocai) e Vò Vecchio (merlot) vengono dai vitigni più vecchi, mentre gli impianti più giovani (10/20 anni) forniscono le uve per gli altri vini.

Due le etichette che Filippo ha voluto dedicare ai genitori: Gerardo e Agnese dallo stile chiaro, riconoscibile e che li rende inconfondibili tra gli altri vitigni internazionali. Poco più di 50.000 bottiglie suddivise per 4 bianchi, 5 rossi e l’immancabile spumante, che per non deludere i clienti affezionati, ne viene messo sul mercato una piccola quantità con metodo charmant nelle varietà Serpine, Prosecco e Fior d’Arancio.

Gli esperimenti di fermentazioni sui lieviti ha permesso di affinare quello che poi è diventato un classico di questa azienda, con produzioni di Bianco Sur Lie ( 80% uva Glera e 20% moscato) e Giallo S.L.
Grazie anche un innamoramento di primavera è stato possibile per l’azienda di Filippo Gamba acquisire un vecchio e trascurato vigneto a Teolo, così da poter riportare a nuova vita le piante dall’affascinante tronco contorto, ma ancora rigogliose per una nuova produzione di vini ( come li definisce Filippo) che vengono lasciati liberi di essere loro stessi.

TOSCANA
Paesaggi ben delineati e composti, che quasi lo sguardo è perso nella ricerca di qualche imperfezione, di una “virgola fuori posto” di una “pennellata distratta”, ma il panorama toscano non lascia indugi, convince sempre. E da questo panorama perfetto non potevano che venir fuori vini importanti e che tutto il mondo ci invidia.

Di diversa conformazione, i terreni toscani presentano differenti caratteristiche: i sabbiosi, dai quali si possono ottenere vini profumati, ma poco strutturati, ai terreni ricchi di tufo da cui si avranno vini più intensi e robusti, ai terreni argilloso-calcarei che conferiranno ai vini completezza e complessità, infine ai terreni calcarei e fertili da cui si avranno vini più alcolici e meno persistenti.

Così poi delineati i vitigni che si possono trovare nel territorio toscano: Cannolo nero, Ciliegio, Colorino, Malvasia del Chianti, Sangiovese, Trebbiano Toscano, Vernaggia di San Gimignano e Vermentino bianco.
Tanti i vini prodotti e con sfumature importanti, da portare nel nostro paese l’attenzione di molti appassionati del settore e anche chi vuole avvicinarsi ad un mondo così affascinante come il vino.

Sono andata a conoscere una delle realtà più importanti e conosciute nel territorio, che nel corso degli anni si è saputa sempre distinguere per dedizione, storia e ricerca nel settore vitivinicolo ( non solo): la Fattoria dei Barbi.



La famiglia Cinelli Colombini risiede in terre toscane già dal 1352 e precisamente a Montalcino, dove alla fine del 700 nasce la Fattoria dei Barbi, splendida struttura circondata dalla magnifica atmosfera del territorio toscano.
La Cantina dei Barbi tra storia e tradizioni, raccoglie nel tempo molti premi come azienda. Dall’essere la prima ditta montalcinese ad esportare vini in bottiglia in Francia nel 1817, ad intuire e posizionarsi sul mercato tra le prime aziende negli anni ’60 per l’utilizzo di concimazioni organiche.

Nel 2000 è stata tra le prime aziende ad usare la CO2 per fermentare a freddo i vini rossi.
Una storia che continua tra innovazione, non dimenticando tradizione e dedizione per un prodotto in continuo miglioramento senza alterare mai la tipicità.

Trecento botti in legno e migliaia di bottiglie di Brunello in affinamento, la cantina ospita ogni anno tante persone, amanti del vino, addetti ai lavori, turisti appassionati di qualità e dello stile tutto italiano, che rende unico un prodotto attento al territorio e al proseguo delle tradizioni .

Bottiglie importanti, coperte da una patina di storia e con un’anima che racconta di avventure nel tempo, come il famoso Brunello di Montalcino DOCG prodotto da oltre un secolo, che vede la sua prima vendemmia del 1892.

Un vino che rappresenta il “cuore” della Fattoria, uve sangiovese 100% con vitigni in altitudine da 300 a 500 mt slm.

Nelle vendemmie migliori può dimostrarsi un vino potente presentandosi subito pronto, come le annate del 1925, 1964 o 1997, oppure molto elegante (annate 1931, 1957, 1975 o 2016) perfetto per grandi evoluzioni e un lungo invecchiamento.
Di colore rosso rubino arriva al naso il profumo dei frutti rossi, ciliegia, della rosa. Di un gusto importante, corposo, classico. Buon equilibrio tra acidità e tannino. Perfetto per cani rosse, grigliate e formaggi saporiti e ben stagionati.
I vigneti più giovani danno vita al Rosso di Montalcino, dal gusto elegante, meno corposo del Brunello, perfetto per godersi un buon vino anche senza un’occasione particolare. Le viti hanno in media 12 anni e su altitudine 400, 450 mt. sul livello del mare. Affinamento sia in acciaio che in rovere. Dal sapore molto fresco, questo vino presenta note di tiglio e camomilla che lasciano poi spazio a riflessi di menta ed eucalipto. Perfetto per cani bianche e piatti al tegame.

Altro vino molto conosciuto è il Morellino di Scansano, ben strutturato ed equilibrato, si presenta moderno e vivace. E’ un vino fresco, commercializzabile dalla primavera dopo la vendemmia . Adatto per piatti di carne e tipici della cucina maremmana, ma ottimo anche per pesce cucinato con spezie e zuppe di pesce.

Non poteva mancare il Chianti Classico DOCG, il vino toscano con la regolamentazione più antica . Nel 1716 le delimitazioni del territorio di produzione venivano stabilite e nel corso del tempo l’austerità di questo vino, così come l’eleganza non solo si è mantenuta, ma crescendo ancora di più. L’ affinamento avviene in grandi botti di Slavonia . Dal gusto strutturato è in perfetto equilibrio con la componente alcolica e i tannini dolci che fanno raggiungere al vino la giusta morbidezza.

Degno di nota e magari meno famoso del più gettonato Brunello è il Brusco dei Barbi ITG Rosso, un vino versatile, perfetto per accompagnare i momenti conviviali giornalieri. Proveniente da uve Sangiovese 90/95% è un vino eclettico, di colore rosso rubino vivace, al naso arriva subito il profumo pulito del lampone e al palato un gusto piacevolmente fruttato.

L’etichetta è rimasta originale dagli studi fatti da Giovanni Colombini negli anni 60 e 70 e presenta una grafica lineare e moderna, perfetta sulla bottiglia e da renderla differente dalle linee più classiche delle altre.

Altro vino importante e molto conosciuto in tutto il mondo è il Vin Santo, simbolo dell’ospitalità e che veniva offerto al viandante che attraversava le terre toscane. La fattoria dei Barbi produce Vin Santo dal 1870 e parliamo di una delle più grandi e complete collezioni esistenti in Toscana. Un vino speciale, che vista la complessità della produzione, è anche raro. Di uve Trebbiano, Malvasia e Sangiovese, che vengono raccolte a dicembre, è un vino liquoroso dal color giallo ambrato con un profumo delizioso di uva passa, frutta candita e dal gusto vellutato e ben bilanciato.

LAZIO
In antichità le nobili famiglie romane, oltre la passione per il buon vino, prediligevano gli spostamenti durante il periodo estivo, tanto da inventare le cosiddette “ferie”: infatti era consuetudine abbandonare il caldo della città e trasferirsi nelle dimore estive, le Ville Tuscolane, non lontano da Roma e precisamente nell’area dei Castelli, a Frascati dove ancora oggi è possibile ammirarne storia e sfarzo.



Il territorio
Il panorama laziale di origine vulcanica ha permesso agli antichi romani di sfruttare al meglio il suolo per la coltivazione della vite.
Ancora oggi grazie alla conformazione geologica e al clima mediterraneo, con precipitazione moderate nel periodo estivo, si garantiscono raccolti vantaggiosi ed è più favorevole la maturazione dell’ uva, lentamente e completamente.

Molto del particolare bouquet del vino “Frascati” è dovuto a questa maturazione prolungata sulla pianta e sotto l’influenza di un clima temperato.
I vitigni del Frascati sono:
La Malvasia di Candia, detta anche “Malvasia Rossa” sia per la tonalità dei tralci che per la colorazione dell’acino che in maturazione vira ad un rosso scarico, ben si adatta a quasi tutti i terreni della zona, con una spiccata attitudine a produzioni costanti. Il vino che se ne ricava è di colore giallo paglierino carico, fresco, profumato, sapido, e caratterizzato da un finale leggermente amarognolo e ben si adegua ad uvaggi con il Trebbiano.

La Malvasia del Lazio o “puntinata”, detta così per i puntini che si evidenziano sull’acino, è molto diversa dalla Malvasia di Candia. Dà un vino corposo dal colore giallo paglierino tenue, armonico e sapido, marcato da profumi fruttati intensi e freschi, con tenore alcolico rilevante ed una bassa acidità. E’ un vitigno autoctono.

Il Trebbiano toscano offre solitamente una produzione costante. Dalla gradazione zuccherina inferiore rispetto agli altri vitigni, nell’insieme dà un vino delicato, con una buona freschezza e nervo acido. Per questi motivi, unito alle altre uve, migliora le caratteristiche organolettiche del vino.

Il Trebbiano giallo, detto anche “Greco”, ha grappoli piuttosto serrati ed è scarsamente coltivato nella zona, in quanto predilige ambienti particolarmente freschi. Conferisce al vino un leggero profumo di mandorla tostata.

Il Bombino bianco (o Bonbino), forse nativo della penisola iberica, è in grado di assicurare una produzione pressoché costante, è resistente ad avversità climatiche. La resa media zuccherina in genere non è elevata, mentre il grado di acidità totale di solito è notevole. Da un vino leggero e con note di frutta tropicale.

Il Bellone o “Bello”, presenta la buccia sottile ed una colorazione con tendenza violacea. Ancora meno diffuso del Bombino Bianco, si esprime meglio in zone fertili e fresche, ma ne ricorda molto le caratteristiche organolettiche. E’ un vitigno autoctono.

Per quanto riguarda le denominazioni invece parliamo di :
Frascati Doc, Frascati Spumante Doc, Frascati Superiore Dogc, Frascati Superiore Docg Riserva, Cannellino di Frascati Docg.



Notevole evoluzione e soprattutto crescita per la qualità dei vini di Frascati. Le nuove generazioni di produttori hanno valorizzato il territorio laziale in primis e si sono concentrati sul miglior lavoro della produzione, sperimentando e studiando accuratamente nuovi equilibri, valorizzando il potenziale di questo vino, fatto emergere lentamente.
I vini Frascati si stanno posizionando sempre meglio sul mercato, pronti per questa nuova rinascita fatta di sapori freschi, minerali, sapidi e moderatamente agrumati.
I nuovi vignaioli pensano in grande, sono attenti alle produzioni ecosostenibili, alla riduzione dell’impronta carbonica e della chimica di sintesi sia in vigna che in cantina.

LE AZIENDE
Diverse aziende si muovono molto bene sul territorio come:
Villa Simone - Via Frascati Colonna 29 - 00078 Monte Porzio Catone.

A colpo d’occhio, appena varcato il cancello ci appaiono a destra la distesa dei filari, dove lo sguardo si perde nel verde e a sinistra l’azienda con annessa cantina. La famiglia Costantini è ad oggi alla terza generazione di lavoro e attenzione sul territorio laziale.
Lorenzo Costantini, rinomato enologo e proprietario dell’azienda, ci parla della sua terra, delle potenzialità e dell’amore per il suo lavoro che traspare ad ogni parola, ci parla della varietà del territorio creatasi nel tempo grazie alle grandi esplosioni del vulcano che ha permesso la sedimentazione d 2 tipi di tufo il rosso e il grigio (tipico della zona), di lava e cenere, nonché poi la formazione del Lago di Nemi e del Lago di Albano.

Nelle cantine sono ben visibili ancora ed evidenziati gli strati del terreno dove si può scorgere la fascia intermedia di cenere. La cantina originale contiene le annate storiche, bottiglie che hanno tanto da raccontare, il passare del tempo testimoniato dalla patina opaca, quasi a preservare l’autenticità e il valore di un lavoro antico e tramandato di generazione in generazione.
Il Frascati Doc Villa Simone è stata la prima etichetta prodotta dall’azienda. Per questa etichetta si considera la Malvasia del Lazio, la Malvasia di Candia e Trebbiano coltivati a guyot e cordone speronato. Le uve vengono pressate dolcemente e segue una fermentazione a temperatura controllata di 14/16 gradi. Affinamento sui lieviti per 3 mesi. Alla vista appare di un giallo paglierino con leggeri riflessi verdognoli, al naso arriva intenso e dai sentori agrumati, mela gialla fiori di acacia, al palato è intenso, ma equilibrato. Perfetto con il pesce (sia crudo che cotto), antipasto e primi piatti di cucina romana.

Altra bottiglia importante di questa cantina è quella dedicata al Vigneto Filonardi (antica famiglia patrizia romana) uno dei pochi Crù di Frascati riconosciuto e certificato dagli organi di controllo.
Terreno ricco di microelementi, comprende Malvasia del Lazio, Malvasia di Candia, Trebbiano e Grechetto (coltivati a guyot). Dopo l’affinamento sui lieviti per 6 mesi ne fa altrettanti 6 in bottiglia. Viene messo in commercio a novembre dell’anno successivo alla vendemmia.
Dal colore intenso, presenta profumi di frutta matura e spezie, al gusto sapido e con un ritorno di persistente mineralità. Perfetto per accompagnare formaggi, grigliate e anche pesce affumicato.

Dulcis in fundo arriviamo al Cannellino, un vino per gli appassionati, poichè è tenuto in vita da pochi produttori e purtroppo in via di estinzione. La tradizione racconta che le vigne poco produttive venissero raccolte per ultime ( a Novembre), quindi i grappoli erano appassiti, per cui davano vita a un vino con alta concentrazione di zuccheri residui.
L’uva viene pressata intera e la fermentazione avviene in barriques, raggiunti i 14° alcool si ferma spontaneamente.
Di colore oro intenso, al naso arriva vigoroso e si percepiscono sentori di miele, frutta secca e al palato una elegante, gradevole e generosa nota dolce. Perfetto per la pasticceria secca, ma per chi lo predilige anche con i formaggi forti ed erborinati.

Azienda Biologica L’Olivella - Via Colle Pisano 5 - 00040 Frascati
Posizionata in un punto strategico dove panorama e filari conquistano subito lo sguardo, l’ Olivella nasce nel 1986 come prima azienda biologica marciando sempre con un passo diverso. Da una sinergia per l’amore del territorio laziale tra Umberto Notarnicola (viticoltore pugliese ) e Bruno Violo (piemontese esperto di vini), prende vita questa azienda giovane e di carattere. Si avvia tutto con l’applicazione del doppio guyot, concentrati su una resa bassissima, ma di ottima qualità, si inizia anche una riscoperta degli antichi rossi, oltre a valorizzare naturalmente i bianchi già conosciuti e gettonati. Cesenate e Sangiovese in particolar modo.

Per meglio valorizzare il territorio e il prodotto l’Olivella partecipa al progetto Vulcanica insieme a Cantine San Marco , De Notari e Villa Cavalletti, alla riscoperta proprio delle 4 colate laviche dei Castelli che corrispondono agli antichi Crù.
Scendendo nelle cantine sottostanti il ristorante, si percepisce subito il cambio di temperatura, soprattutto se si è in una calda giornata estiva ed è ben visibile la composizione rocciosa formatasi nel tempo, visibile il trasudo (minimo) che poi verrà restituito alle piante come umidità e nutrimento, facendoci riflettere come sia complessa, ma essenziale e circolare la natura.

Le bottiglie dell’Azienda Agricola l’ Olivella sono belle da vedere e interessanti da assaporare, dall’etichetta originale del “Diverso” che viene dal Bombino, vitigno autoctono a bacca piccola, con un livello zuccherino basso, presenta caratteristiche di estrema leggerezza, ma senza mai dimenticare il carattere, con un’ acidità equilibrata ed elegante, per poi passare a una linea più classica come quella del Racemo bio bianco (Malvasia Puntinata del Lazio 50% Malvasia di Candia 20% Bellone 20% Grechetto 10%) perfetto sia per piatti di carne e pesce.

Casal Montani - Via di Casal Montani - 00078 Roma.
Riprendendo le orme del cammino storico e tornando più verso Roma, una delle aziende in cui quasi intatta è ancora l’influenza e la bellezza dei reperti è Casal Montani di proprietà della famiglia Evangelisti. Un antico casale che sorge su un’altura dove è possibile perdere lo sguardo sui vigneti, location perfetta come azienda vinicola, ma altrettanto per eventi ricercati.

Resti di un bellissimo mosaico, preziosamente custodito sono ben visibili entrando nel casale, quasi a ripercorrere silenziosamente la storia di un lavoro minuzioso e molto prezioso come quello di unire piccoli tasselli per poi scoprire la magia del disegno. Si scorge al centro del mosaico il “Nodo di Salomone” che nell’antica Roma era spesso usato nella pavimentazione delle dimore come buon auspicio e simbolo di ininterrotta continuazione dell’esistenza. Le linee nodali continue come il costante flusso del giorno e della notte, la morte e la rinascita, il bene e il male.
La storia continua tra Cantine e percorsi sotterranei abbastanza lunghi e misteriosi da custodire intatte temperature e sempre ben visibili le conformazioni del terreno vulcanico.

Il simbolo del Nodo di Salomone è ripreso sulle etichette delle bottiglie dell’Azienda Evangelisti, etichette eleganti e rappresentative per vini molto interessanti e da assaporare in diverse occasioni .
Un unione di ottime uve per valorizzare al meglio il territorio, soprattutto in un periodo in cui il lavoro tra i nuovi vignaioli ed enologi è in perfetta sintonia con il rispetto dell’ambiente per un risultato eccellente, migliorato grazie anche a tanto lavoro costante e continuo. La passione per queste terre ha portato imprenditori, come la famiglia Evangelisti a puntare tutto sul territorio e rappresentarlo con una produzione di vino fresco ed equilibrato, dal colore giallo paglierino più o meno intenso, note floreali, erbacee per un palato sapido e fine.
La produzione anche di Passito che perfettamente si accosta a biscotti secchi o anche a formaggi importanti, completa la linea di vini rappresentativi di questa terra.





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