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Un Museo Diffuso nel Borgo dei Borghi di Sambuca di Sicilia

di Antonella Munoz Di Giovanna - 03 gennaio 2018

Un percorso di Arte e Fede realizzato nella Chiesa del Purgatorio realizzato dall'Arcidiocesi di Agrigento in collaborazione con la Soprintendenza.A tagliare il nastro venerdì 5 gennaio ore 11.00 il Cardinale Francesco Montenegro

Lo spazio, inteso quale Polo espositivo del territorio sambucese, rientra nell’ambito di un progetto più ampio di Museo-diffuso, che si lega al Museo Diocesano di Agrigento, capofila dell’iniziativa.
Il MUDIA (Museo diffuso di Agrigento) ha una sua sede centrale e principale nella città di Agrigento e altre sedi espositive, con mostre permanenti, diffuse sul territorio della Diocesi, di cui si ricorda il Museo della Chiesa Madre di Aragona, già inaugurato da poco, allestito nelle sale attigue alla Chiesa Madre e il Museo della Chiesa Madre di Sciacca in corso di allestimento.
Il Museo diffuso di Agrigento, che custodisce i Tesori della Cattedrale, rappresenta certamente l’entità storicamente più importante della storia della Chiesa locale, dei suoi riti e tradizioni religiose, liturgiche e cultuali, degli sviluppi della cultura del territorio nei secoli, con particolare riferimento alle forme artistiche assunte nel tempo. Costituisce un prezioso strumento per promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e, al contempo, per valorizzare e divulgare la storia della religiosità agrigentina.
Il museo diffuso permette di custodire e valorizzare il patrimonio ecclesiastico senza sradicarlo dal territorio e dalla comunità per il quale è stato pensato, progettato e realizzato. La comunità non viene privata del suo patrimonio artistico e dei suoi oggetti cultuali, potendoli valorizzare ancora per la catechesi e, all’occorrenza, per la liturgia. Ogni Polo espositivo valorizza ciò che è proprio del territorio in relazione alla committenza, agli artisti e alla devozione della comunità locale.
L’allestimento del nascente museo sambucese è formato da semplici quinte architettoniche e vetrine che lasciano intatta la percezione degli spazi originari. Armonizzare ed integrare le esigenze museografiche e museo logiche con i valori storici del luogo espositivo, quale è la Chiesa del Purgatorio.
Il percorso di visita è caratterizzato da un susseguirsi di Sale tematiche che accolgono opere di pregevole valore artistico, provenienti dalle chiese colpite dal terremoto del Belice. Tra le fabbriche di interesse storico-artistico più danneggiate si annoverano: la Chiesa Madre, il Collegio di Maria (Ex Convento di Sant’Agostino), il Complesso Benedettino di Santa Caterina; il Convento del Carmine, la Chiesa della Concezione e l’Ospedale. La nascita del Polo espositivo sambucese è rivolto alla ricostruzione ideale di un patrimonio e di una immagine urbana parzialmente perduta, attraverso l’esposizione delle testimonianze artistiche ancora presenti. Un percorso storico diverso è riservato alla chiesa di San Giorgio, demolita nel 1959, prima che il terremoto devastasse la Valle. Dopo l’inquadramento topografico dei siti coinvolti, seguono le Sale tematiche: la Sala Feliciana, allestita dentro la Chiesa, dedicata alla vita del frate cappuccino Fra Felice e alla sua arte pittorica, attraverso l’esposizione delle dipinti più rappresentativi. Dentro la Chiesa, un piccolo spazio è dedicato alle opere più rappresentative della Chiesa di Santa Caterina, legate a nomi di artisti autorevoli e rappresentativi del Tardo-Rinascimento locale, quali Fra Innocenzo da Petralia e gli scultori della famiglia Lo Cascio di Chiusa Sclafani. A seguire, nei locali attigui, la Sala Planeta, dedicata a Mons. Diego Planeta, ultimo Giudice dell’Apostolica Legazia, che accoglie i parati liturgici a lui appartenuti, e una ricostruzione storica del Legato papale, nato in seguito alla dominazione normanna, e in vigore fino alla prima metà del XIX secolo. Segue la Sala dei Paramenti e delle Suppellettili liturgiche e la Sala San Giorgio, dedicata all’ex-Chiesa di S. Giorgio e alle sue opere più significative.


Un nuovo modo di gestire i siti


Con MMS non serve uno specialista per gestire un sito:
chiunque in un quarto d'ora impara a farlo da solo.


Non più costi di programmatori per gestire il proprio sito, non più siti vecchi perché manca qualcuno in grado di aggiornare i contenuti. Anche il sito FIJET è fatto con MMS

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dove le piccole imprese e gli operatori turistici
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