“Per me il turismo è un fenomeno di dimensione mondiale che affonda le sue radici in un passato senza tempo e che implica una serie di relazioni ed interrelazioni tra una componente materiale ed immateriale”.

E’ la componente soft, immateriale,intangibile,che risiede dentro di noi, che muove i pensieri verso la pratica dei loisirs e dei piaceri, spinti indiscutibilmente da una forma atavica, più o meno latente, di pathos congenito insito nell’uomo, principale leva ed adulatore dalla quale muove l’ammirazione verso la pluralità, diversità e le meraviglie del cosmo.

Una propensione naturale, quindi, associata alla curiosità di sapere, alla volontà di accrescere le proprie conoscenze ed esperienze ed un bisogno innato di dinamismo e mobilità, spinge l’uomo a fare turismo.

Molto spesso il turismo è anche solo vissuto in versione onirica, viaggiando con la mente verso mete ignote. Molto spesso a fare da guida è l’immaginazione, vivendo il tutto in modo onirico, trascendentale, ascetico.

A volte si toccano mete gia vissute, attivando il meccanismo dei ricordi, altre si vola verso paradisi immaginari, frutto, magari, della ricerca di un rifugio, una realtà metafisica, che costituisca la fuga e l’evasione dalla realtà.

La ricerca del Nirvana nell’onirico e da qui la mia definizione di “turismo onirico”, quale trasgressione, evasione, viaggio addirittura oltre i confini dell’immaginazione”.

“Per fare turismo non servono solo i monumenti, serve AZIONE!”

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